Ignazio Marino, omosessualista e bugiardo, sabota il Convegno sul Gender

marino

(di Paolo Deotto di Riscossa Cristiana) La legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali degli altri. Questa frase, contenuta nel romanzo La Fattoria degli animali, di George Orwell, è sempre più attuale nell’Italia del 2013, specialmente laddove imperano le sinistre, custodi fiere e severe guardiane della libertà e della democrazia.

A Roma comanda il sindaco Ignazio Marino, che con clamorosa fantasia aveva dichiarato: “Sarò il sindaco di tutti i romani”. Guardatevi dai falsi profeti, dai loro frutti li riconoscerete.

Guardiamo i frutti. Per il 3 dicembre era già fissato il Convegno sull’ideologia del gender, organizzato dall’Associazione Famiglia Domani. Analoghi convegni si erano già tenuti, con grande successo, a Verona (21 settembre) e a Milano (24 ottobre).

Il Comune di Roma aveva già assegnato, per lo svolgimento del Convegno, la Sala della Promoteca, dopo la richiesta fatta, secondo tutte le procedure di legge, dalla consigliera Lavinia Mennuni. Due giorni fa, giovedì 14 novembre, il Comune fa all’improvviso retromarcia. Niente sala, scusateci tanto, era già stata assegnata a un convegno sul tema dell’autismo, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità.

Bugiardo. Il signor Sindaco è bugiardo: la concessione della Sala della Promoteca ai disabili è datata 14 novembre, lo stesso giorno in cui è stata ritirata la concessione al Convegno sul gender. Oltre un mese prima la Sala era già stata assegnata all’Associazione Famiglia Domani. La retromarcia del Sindaco ha delle chiare origini: la galassia sinistrorsa che ha fatto dell’omosessualismo ormai il suo proprio delirio sistematizzato si è messa in guardia per il grande successo dei due convegni precedenti, quelli di Verona e Milano. Ma come, questi “omofobi” hanno successo, attirano gente, espongono con chiarezza i loro argomenti: siamo rovinati! Chissà quanto rimmel e fondotinta si sono sciolti per le lacrime che avranno solcato i volti dei “leader” omosessualisti! Tra un gemito e un agitare di borsette sono corsi dal Sindaco: Ignazio, non puoi farci questo! E se lo fai, ti togliamo l’appoggio in Consiglio. Ignazio è scattato sull’attenti, ha preso la propria dignità, l’ha schiacciata ben bene sotto i tacchi e ha fatto come Pinocchio. “La Sala era già assegnata”. Questo sarebbe il sindaco di “tutti i romani”! Che vergogna!

È anche più che lecito un sospetto: tutto era già stabilito. Ossia, prima si concede la sala, sicché gli organizzatori pensano di essere a posto, stampano i manifesti e gli inviti, diramano la notizia, e così via. Poi, a meno di tre settimane di distanza, si ritira la concessione, e così gli organizzatori si trovano nei pasticci: in poco tempo devono reperire un altro locale, devono rifare gli avvisi, affrontare nuove spese. Cosa dite? Che sarebbe un basso giochetto da truffatorelli? Appunto. Proprio per questo pensiamo che sia possibile.

Di seguito vi riportiamo l‘articolo di Lupo Glori, tratto dal sito Corrispondenza Romana, dove potrete nel dettaglio leggere tutta questa sporca faccenda.

Qui ci limitiamo a ricordare alcune cose:

–       A Verona il Sindaco Tosi, dopo aver concesso l’uso del Palazzo della Gran Guardia al Convegno sul gender, ha fatto la stessa concessione, pochi giorni dopo, per un Convegno dei sostenitori della teoria del gender. Possiamo quindi notare che dove comanda la destra si garantisce realmente a tutti la libertà di espressione, mentre dove comanda la sinistra si fanno inaccettabili discriminazioni. Questo è un fatto innegabile.

–       Il sindaco Marino è omosessualista convinto, difensore del cosiddetto “matrimonio” tra omosessuali, nonché, ovviamente, dell’adozione di minori da parte di coppie omosessuali. Ha in programma anche l’adozione di quella fiera idiozia che è il registro delle “unioni civili”. Contento lui. Però se pretende di fare il sindaco, deve ricordarsi che è tenuto ad amministrare la città nell’interesse di tutti i cittadini, non solo dei suoi amichetti.

–       Il Sindaco Marino fu a suo tempo tra i sostenitori dell’assassinio di Eluana Englaro. Clicca qui e qui. Così, tanto perché sia ben chiara la statura morale del personaggio.

Bene. Abbiamo un motivo in più per vergognarci di essere italiani. E ora lascio la parola a Lupo Glori:

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Nuovo atto di intolleranza relativista: il Comune di Roma proibisce il convegno sul gender di Famiglia Domani 

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di Lupo Glori

Il Comune di Roma, con un’improvvisa marcia indietro, ha ritirato la disponibilità della Sala della Protomoteca, precedentemente assegnata per lo svolgimento di un convegno sul tema del gender organizzato dall’”Associazione Famiglia Domani” e previsto per il prossimo 3 dicembre. Tutto ciò nonostante la richiesta della sala sia stata fatta, circa un mese fa, in maniera ufficiale, attraverso il consigliere comunale Lavinia Mennuni. dopo aver seguito tutte le necessarie procedure burocratiche ed amministrative.

La notizia è arrivata inaspettata, anche se era prevedibile, visto il preoccupante clima di censura e di intolleranza piombato negli ultimi mesi sopra chiunque osi mettere in discussione, seppur in maniera civile e scientifica, le tesi degli ideologi del gender.  Come riporta, infatti, l’agenzia di stampa ASCA , citando il comunicato dell’ufficio stampa del sindaco Marino: «il Campidoglio rende noto che non ha concesso e non concederà il patrocinio al convegno ”Ideologia del Gender: quali ricadute sulla famiglia’?” organizzato dall’Associazione Famiglia Domani e come da loro pubblicizzato, in programma per il prossimo 3 dicembre». Lo stesso giorno in cui il Comune di Roma ha tolto la sala alla Associazione Famiglia Domani la ha assegnata ad un’altra ’iniziativa, sul tema dell’autismo in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità, in modo da poter dichiarare che  la Sala della Protomoteca era già stata prenotata. La affermazione è assolutamente falsa.

La concessione del Gabinetto del Sindaco ai disabili, datata il 14 novembre 2013, è arrivata infatti  dopo oltre un mese che la stessa Sala della Protomoteca era stata assegnata al convegno sulla famiglia promosso dall’Associazione Famiglia Domani con l’appoggio della consigliera di “Roma Capitale” Lavinia Mennuni che, non appena appresa la notizia, ha dichiarato: «Sarebbe gravissimo e senza precedenti se il Campidoglio negasse la sala della protomoteca per il convegno sulla famiglia in programma il 3 dicembre . Non credo che la concessione di uno spazio pubblico a disposizione di tutti i romani  debba essere sottoposto alla censura preventiva della maggioranza che sostiene il sindaco Marino. In politica si  possono avere opinioni legittimamente differenti.

Ma nessuno può ergersi a gendarme ideologico e negare lo svolgimento di un convegno per altro richiesto ufficialmente e seguendo la relativa procedura amministrativa prevista da un consigliere di Roma Capitale eletto con migliaia di voti. Sarebbe uno schiaffo inaccettabile al concetto stesso della democrazia se il sindaco Marino negasse una sala a chi non la pensa come lui. Mi auguro che la sala venga confermata e che il convegno si svolga senza problemi. E se il sindaco Marino volesse parteciparvi saremo lieti di poterci serenamente confrontare con lui».

L’arbitraria e ideologica decisione del Campidoglio è arrivata lo stesso giorno in cui i consiglieri comunali Virginia Raggi, Marcello De Vito, Enrico Stefano, Daniele Frongia (M5S); Gianluca Peciola, Maria Gemma Azuni, Imma Battaglia, Annamaria Proietti Cesaretti (Sel) e Riccardo Magi (Lista Civica per Marino) hanno presentato un’interrogazione urgente sui rischi insiti in tale convegno affermando che “fermo restando il diritto costituzionalmente garantito alla pluralità dell’informazione e delle idee e quindi allo svolgimento di convegni, riteniamo però che l’argomento trattato sia assolutamente incompatibile con il programma del sindaco Marino, che al punto 9 – “Roma capitale dei diritti di tutte e di tutti” e “i diritti delle persone lgbt” – si impegna chiaramente a migliorare la qualità della vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, favorendo progetti e iniziative per i diritti e promuovendo servizi e azioni di contrasto alle discriminazioni, al pregiudizio, all’omofobia e la transfobia“.

In tale prospettiva, i consiglieri comunali, hanno ricordato la loro iniziativa congiunta di delibera sull’istituzione del Registro delle Unioni civili attualmente in discussione presso la “Commissione Statuto, Personale e Sport “ esortando, dunque, il Sindaco Marino a «non concedere alcuno spazio del Campidoglio per ospitare convegni ideologici a forte connotazione omofoba, soprattutto in una fase in cui le forze politiche di maggioranza stanno lavorando ad una mediazione sul delicato tema delle unioni civili, al fine di trovare una posizione comune che garantisca i diritti di tutte le coppie, anche quelle omosessuali. L’eventuale concessione del patrocinio da parte di Roma Capitale ad iniziative di segno assolutamente contrario potrebbe apparire come un arretramento del sindaco rispetto al tema dei diritti civili. Chiediamo perciò al sindaco quali azioni intenda porre in campo per scongiurare il rischio di una informazione confusa ed ambivalente. Chiarezza e coerenza sono gli elementi fondamentali per iniziare a rendere davvero Roma la capitale dei diritti di tutti».

I fatti ancora una volta parlano molto chiaro e la storia sembra essere sempre la stessa. Diritti per tutti tranne per chi la pensa in maniera diversa dalla aberrante ideologia del gender. Il Comune di Roma del sindaco Ignazio Marino si accoda, quindi, alla oramai, purtroppo, sempre più lunga lista di episodi di   intolleranza e di violenza esercitati nei confronti dei difensori della famiglia naturale. Nessuno spazio pubblico deve essere concesso a chi prova a mettere in guardia sui rischi e pericoli ai quali va incontro una società che, negando la realtà, fa sua e promuove acriticamente la folle teoria del gender



   

 

 

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