Il decrescista Latouche: “Vogliono delegittimare Grillo paragonandolo alla Le Pen”

grillo

21 nov – Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle vengono descritti in maniera “vergognosa” all’estero, e le varie lobby che ruotano attorno alle istituzioni europee “vogliono delegittimarli”. Lo ha affermato Serge Latouche, l’economista francese che è il principale ideatore della teoria della “decrescita”, spesso citata dai Cinque Stelle.

“Si cerca di delegittimare Grillo e il Movimento 5 Stelle, lo vedo soprattutto in Francia dove viene descritto in maniera vergognosa. Grillo viene associato al Front National, l’estrema destra di Marine Le Pen, con cui non ha nulla a che fare”, ha detto Latouche a TMNews, a margine di un convegno all’Università Roma 3.

L’economista ha ammesso una certa simpatia verso i pentastellati e il fondatore del movimento, mentre questi ultimi promuovono tesi vicine alla sua. Al convegno era presente un parlamentare dei M5S. “Tutti hanno diritto di fare propria una teoria o parte di essa, e ci sono sicuramente delle convergenze tra la decrescita e quanto sostenuto dal Movimento 5 Stelle”. E questo è uno dei motivi per i quali il comico genovese viene attaccato all’estero.

Potete leggere il seguito di questo capolavoro qui
http://www.lafucina.it/2013/11/20/la-denuncia-di-latouche-vogliono-delegittimare-grillo-e-il-m5s/

Ma chi è Serge Latouche?

Latouche è l’autore più noto della decrescita felice e dell’abbondanza frugale, due ossimori per rendere dolce il sacrificio e gioiosa la rinuncia. L’obbiettivo è riproporre i limiti dello sviluppo e dei consumi, come si disse nel ’72, ma come aveva già detto Mussolini alle soglie degli anni Trenta criticando l’utopia dei consumi illimitati.

Più in generale la visione di Latouche collima con quella visione della vita basata su «non sprecare il pane quotidiano» come diceva un manifesto d’epoca, l’elogio del risparmio, l’etica del sacrificio francescano che Mussolini definì «il più santo degli italiani il più italiano dei santi». Temi cari a Latouche che però poi teme nella nostra epoca il sorgere di forme di «ecofascismo».

Latouche da un verso teme il dominio di un Amministratore unico mondiale, un Grande Fratello «decisamente poco fraterno», ma dall’altro riconosce che le misure efficaci in tema ecologico richiedono Stati forti, ampie statalizzazioni, uso in comune di beni durevoli, economie collettive e scelte coercitive. E questo inquieta.

Non so se il giogo valga la candela… Ma questo ci riporterebbe nei paraggi del fascismo, ecofascismo o socialfascismo, che alla fine resterebbe l’unico modello coerente con le richieste di Latouche per uscire da questo modello di società; uno Stato forte che decide, interviene, limita e tutela.m Bravo, molto democratico, degno sostenitore di Grillo.

 



   

 

 

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