Vendola: se l’Ilva chiude ci sarà la morte per povertà

vendola20 nov – “Io credo che la vera sfida, lo dico alla citta’ di Taranto, anche a chi non ci crede, sia non chiudere la fabbrica ma aprirla, portare ossigeno dentro, modernizzarla, cambiarla, impedire che il profitto  venga tutto trasferito in paradisi esteri e non reinvestito anche in processi di ambientalizzazione e in restituzione ai cittadini e ai lavoratori di Taranto di vita e di dignita’. Questo e’il mio pensiero ed ho il dovere di battermi per questo”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti al termine del lungo dibattito che si e’ svolto oggi nel Consiglio regionale della Puglia sulla vicenda Ilva, soprattutto sulla intercettazione telefonica di una sua conversazione con l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’azienda, Girolamo Archina’.

“Ai cittadini di Taranto dico che non ci sono ‘abracadabra’ che consentono di aprire la porta di un mondo migliore”, ha aggiunto. “Qualcuno ha fatto immaginare che la chiusura dell’Ilva di per se’ avrebbe sanato le ferite di quella citta’. Ma non e’ vero. Farsi un giro per Bagnoli serve a vedere come la desertificazione industriale aggiunge alla morte per cancro – ha proseguito Vendola – la morte per poverta’, il danno alla beffa”.

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