Lavoro nero nelle aziende cinesi

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gdf20 nov. – Tre lavoratori cinesi in nero in una ditta di assemblaggio di parti in plastica e confezionamento di capi di vestiario, due indiani impiegati come braccianti in un’azienda agricola, anche loro senza alcun contratto. Sono le due realtà scoperte dalla Guardia di Finanza di Saluzzo (Cn) che ha intensificato i controlli per contrastare il lavoro sommerso. La prima ditta era gestita da cittadini cinesi, l’azienda agricola si trova in Val Varaita.

In entrambe, è stata riscontrata l’assenza di qualsiasi riferimento ai rapporti di lavoro sia nelle scritture che nella documentazione obbligatoria, così come confermato dalle stesse dichiarazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro. Per le violazioni constatate, oltre a essere prevista l’applicazione della cosiddetta maxi-sanzione (per ogni singolo lavoratore non regolarmente assunto può variare dai 1500 ai 12 mila euro, maggiorata di 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata) è stato richiesto alla Direzione territoriale del lavoro il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale nei confronti dell?impresa gestita da cittadini cinesi. (AGI)

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