Grasso: i figli non sono appendici della propria famiglia

grasso20 nov. – Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha chiesto che si apra una riflessione sul caso delle ‘baby prostitute’ di Roma e si varino misure contro il disagio giovanile. “Le cronache raccontano che la ricerca da cui e’ iniziato tutto sia stata: ‘come fare soldi in fretta’.

Dobbiamo risvegliarci da questo torpore, oggi e’ piu’ che mai urgente approvare misure contro il disagio, la poverta’ infantile e le disuguaglianze”, ha sottolineato nel suo intervento al convegno sulle adozioni organizzato dalla commissione parlamentare per l’Infanzia. “Dobbiamo avere il coraggio di chiederci: e’ davvero un caso limite o, come credo, ci indica una deriva piu’ ampia? Quanto di tutto cio’ ha a che fare con le difficolta’ economiche e con l’impoverimento del tessuto familiare? Ma soprattutto: cosa abbiamo insegnato a queste ragazze e a questi ragazzi? Quali valori gli abbiamo trasmesso? Quale idea dell’affettivita’? Quale consapevolezza dei rischi avevano? Possibile che anche a quell’eta’ tutto debba ruotare attorno al denaro?”, ha chiesto Grasso.
“Se esistesse un solo dovere per una democrazia evoluta, questo consisterebbe nel saper offrire a ciascun figlio uguali opportunita’ di crescere, giocare, studiare, migliorarsi, uguali tutele e protezioni. Occorre una mobilitazione sociale e culturale che aiuti a vedere i bambini come cittadini e individui dotati di diritti propri, non semplici appendici della propria famiglia, di cui seguono inevitabilmente il destino”, ha aggiunto.



   

 

 

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