Russia, l’ombra del terrorismo sul Boeing caduto

aereo19 nov – Tra le cause al vaglio c’è anche un “atto di terrorismo”. Non escludono nulla gli inquirenti russi al lavoro dopo lo schianto del Boeing 737-500 della compagnia aerea Tatarstan, ieri allo scalo internazionale di Kazan. “Tutte le possibili cause saranno considerate: le condizioni meteorologiche, errori di pilotaggio, difetti tecnici del velivolo, problemi di carburante e anche il terrorismo”, ha detto Marat Zaripov, del Comitato investigativo russo.

Russia: nel Boeing caduto “per oscura ragione” c’erano due personaggi di rilievo

Non ancora chiaro perchè l’atterraggio sia stato tentato più volte, soprattutto in assenza delle scatole nere che non sono ancora state individuate. “Sappiamo che l’aereo è stato rifornito di carburante a Mosca”, ha detto Zaripov. Secondo i dati diffusi dal comitato investigativo russo le cause più probabili dello schianto sono un errore umano o un guasto tecnico. E tuttavia non viene chiarito come mai l’equipaggio abbia dovuto tentare l’atterraggio una seconda volta.

Il personale di soccorso ha lavorato tutta la notte, afferma il capo del Dipartimento di Investigazione del Volga sui Trasporti della Federazione Russa Alexander Poltinin. Le persone a bordo erano 50, tutte decedute: 44 passeggeri e sei membri dell’equipaggio.

Secondo gli inquirenti, l’aereo è caduto quasi verticalmente tra la pista e la via di rullaggio. L’esplosione dei serbatoi di carburante ha scatenato un incendio che è stato possibile spegnere solo questa mattina. Durante la notte, secondo le parole di Poltinin, si sono ripetuti i rischi di incendio.

Tra i morti c’è anche anche Irek Minnikhanov, uno dei figli del presidente della repubblica del Tatarstan, Roustam Minnikhanov, stando alla lista dei passeggeri pubblicata su alcuni siti. Secondo quanto dichiarato dal vicepremier della repubblica, Iouri Kamaltynov, nell’incidente sarebbe morto anche il capo della sezione locale dei Servizi di sicurezza russi (Fsb), Aleksander Antonov. Due erano gli stranier a bordo: Carolina Bull, britannica, nata nel 1960, e Margaret Oshurkova, ucraina, nata nel 1958.



   

 

 

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