La UE distrugge Letta e le sue bugie. E anche l’Italia

pinocchio

15 nov. – Colpo di scena. Tradita dal suo super debito, l’Italia perde a sorpresa i tre miliardi di maggiori spesa previsti dalla cosiddetta «clausola di investimento», regola attraverso la quale l’Europa si riserva di concedere ai paesi virtuosi più respiro nella gestione dei suoi conti, un fatto che il governo dava per acquisito. «Siamo arrivati alla conclusione che non si possa profittare di questo vantaggio – avverte Bruxelles – perché, sulla base delle previsioni economiche dell’autunno 2013, non sarà ottenuto l’aggiustamento minimo strutturale richiesto per portare il rapporto fra debito e pil su un cammino di sufficiente riduzione».

L’Italia non avra’ il diritto di usare la clausola di investimenti perche’ secondo le previsioni della Commissione europea non rispettera’ i target di riduzione del debito, condizione per poter “sforare” dal limite di deficit con gli investimenti produttivi.

La Commissione europea “invita le autorita’ a prendere le misure necessarie nell’ambito del processo di bilancio nazionale per assicurare che il bilancio 2014 rispetti pienamente il patto di stabilita’ e crescita e in particolare per gestire i rischi individuati nella valutazione”.

E’ quanto si legge nel giudizio di Bruxelles sulla legge di stabilita’ pubblicato oggi. L’Italia rischia di non rispettare gli obiettivi del patto di stabilita’ e crescita nel 2014: l’allarme e’ lanciato dalla Commissione europea nel suo commento sulla legge di stabilita’. “C’e’ un rischio che la bozza del piano di bilancio per il 2014 non rispetti le regole del patto di stabilita’ e crescita – sottolinea la Commissione – In particolare, l’obiettivo di riduzione del debito nel 2014 non e’ rispettato”. (AGI)

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LE DICHIARAZIONI DI LETTA IERI, 14 NOVEMBRE

“Nel secondo trimestre del prossimo anno avremo le carte in regola”. Lo ha assicurato il premier Enrico Letta intervenendo al congresso della Spd a Lipsia in vista del semestre di presidenza italiana dell’Ue. Con la legge di stabilita’, ha sottolineato, “intendo portare avanti con determinazione l’obiettivo di avere per la prima volta nello stesso tempo il debito pubblico che scende, il deficit per il terzo anno di seguito sotto il 3%, la spesa pubblica primaria finalmente in calo, le tasse sulle famiglie in discesa e il segno piu’ davanti alla crescita fino all’obiettivo dell’1% l’anno prossimo”.

ITALIA NON E’ ASSISTITA. CE LA FA DA SOLA

“Si deve cancellare lo stereotipo di un’Italia ‘assistita'” dall’Europa”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.
“L’Italia ce l’ha fatta da sola” a risollevarsi dalla crisi “e ce la fa da sola”, ha assicurato. Se non si accantonano “gli stereotipi dei tedeschi egoisti e degli italiani pigri e scansafatiche”, ha sottolineato ancora Letta, si favorira’ “il voto dei populisti e degli antieuropeisti. Si deve partire dalla comprensione reciproca”. “L’Italia ce l’ha fatta da sola – ha insistito Letta – ed e’ per questo che puo’ chiedere con forza una svolta dell’Europa sulla crescita”. Il premier ha ricordato che “non ha chiesto niente a nessuno, nemmeno un euro”, per risollevarsi e che ha contribuito al fondo salva stati con 54 miliardi di euro, contro i 61 della Francia e gli 81 della Germania”. “Dal successo o dall’insuccesso dell’Italia dipende una parte dell’uscita della crisi dell’Europa”, ha insistito il premier . Il Paese ha dimostrato, ha aggiunto, “che sa fare il suo dovere fino in fondo”. “Si deve far passare il messaggio che in Europa nessuno si salva da solo”, ha aggiunto Letta. E “se lo dice un leader tedesco – ha sottolineato Letta – e’ in grado di cambiare la linea europea”.



   

 

 

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