Ferrara, 17/11 – Incontro con Nino Galloni “Chi ha tradito l’economia europea?”

galloni

Il bene comune è il bene di tutti. Io me ne voglio accorgere.

Siamo un gruppo di cittadini che come obiettivo primario sta cercando di dare una risposta nella propria vita, in quella della famiglia e degli amici, alla situazione di emergenza creatasi a seguito delle vicende economiche internazionali. La mancanza di beni e servizi essenziali, che fa parte da secoli della storia dei paesi impoveriti, sta arrivando fino a noi sotto forma di difficoltà d’accesso (per mancanza di moneta) a questi beni e servizi essenziali che in realtà sono totalmente disponibili! Dal dopoguerra, dopo cinquant’anni di duro lavoro per uscire da questa condizione che influenza inevitabilmente la vita, le speranze, il futuro di chi li vive in prima persona e non permette di sviluppare appieno il potenziale umano e creativo di chi la subisce, siamo ritornati al punto di partenza.

Chi tra noi ancora non la avverte si trova fortunosamente – ma non si sa fino a quando – nella possibilità di aprire gli occhi sull’ingiustizia sociale che determina, sulle cause che la provocano nonché sulla ristrettezza mentale nel considerare l’attuale come l’unico sistema sociale-economico realizzabile dall’uomo. Accorgerci delle cause che provocano la miseria, eliminarle e costruire un nuovo modello di relazioni per tutti, è quindi un nostro dovere morale e civico.

L’economia, la finanza e la politica economica giocano un ruolo fondante e fondamentale. Circa la dimensione economica dell’Unione Europea Jürgen Habermas ha definito l’attuale situazione dell’Europa come “postdemocratica”. La cosiddetta “troika”, composta da: • Fondo Monetario Internazionale • Banca Centrale Europea • Commissione Europea costituisce l’organismo sovranazionale che decide in toto la politica economica dell’Unione Europea, togliendo ogni margine di manovra al Parlamento Europeo, unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini.

Il Parlamento Europeo è totalmente delegittimato nel decidere sui temi della politica economica. Tre sono gli strumenti utilizzati per realizzare la politica economica, neoliberista e neomercantile, che attualmente sta distruggendo ogni singola economia nazionale, e, con sé, ogni singola persona:

  • 1. La moneta, l’Euro. L’euro è emesso dalla BCE. La BCE è l’unico istituto privato che detiene in posizione nettamente monopolista il potere di emettere l’Euro. La BCE crea Euro dal nulla e lo noleggia alle Banche private ad un tasso di interesse deciso dalla stessa (Tasso Unico di Sconto, oggi 0.5%).Le banche private, a loro volta, noleggiano gli Euro agli Stati dell’Eurozona a un tasso d’interesse variabile, stabilito dal mercato finanziario. Le banche private lucrano sulla differenza tra Tasso Unico di Sconto e tasso di interesse al quale noleggiano gli Euro agli Stati dell’Eurozona. Se l’Euro fosse di proprietà dei cittadini (cioè dei singoli Stati dell’Eurozona) la sua emissione non rappresenterebbe alcun debito.Il debito pubblico non costituirebbe più un problema. Ma purtroppo ogni debito pubblico in Euro deve seguire le norme ‘prestabilite e immodificabili’ (ma è proprio così?) del Trattato di Lisbona firmato nel dicembre del 2007. Tali norme, che vincolano le modalità di emissione e di funzionamento dell’Euro, costituiscono per noi un’autentica frode. E proprio su questa frode vengono giustificate le misure di austerità impostaci da tecnocrati che ci stanno portando inesorabilmente alla povertà
  • . 2. La speculazione finanziaria internazionale Essa non ha relazione alcuna con l’economia reale e si muove liberamente senza alcun controllo da parte degli Stati. Il suo unico fine è quello di garantire ai propri azionisti il maggior profitto possibile ed al proprio gruppo dirigente stipendi da capogiro per l’uomo comune. Ecco perché diventa lo strumento per il mantenimento del potere da parte di un gruppo ristretto di istituzioni, quindi di uomini. Ecco perché è necessario per la sopravvivenza di immensi interessi accrescere il controllo sui popoli, cioè su di noi.

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