Francia: “La ministra ritrova la sua banana. Maligna come una scimmia”

Taubira

13 nov – Titolo: la ministra della Giustizia, la nera Christiane Taubira, «retrouve sa banane», ritrova la sua banana. Occhiello: «Maligne comme un singe», maligna come una scimmia. Così, sopra una foto della guardasigilli, la «une» del settimanale di estrema destra «Minute», domani nelle edicole francesi. Il razzismo in prima pagina, ostentato, rivendicato, firmato.

Taubira è nel mirino della destra da sempre. Socialista, ha però debuttato in politica fra gli indipendentisti della Guyana, dov’è nata. Da ministro, ha proposto, difeso con la miglior oratoria (e il miglior francese) dell’intero governo e alla fine fatto approvare la legge più odiata a destra, quella del matrimonio per tutti, leggi anche per le coppie dello stesso sesso. E già nelle settimane scorse era stata vittima di attacchi tanto razzisti quanto volgari, che a chi arriva dall’altra parte delle Alpi hanno ricordato molto da vicino quelli contro la ministra Kyenge.

L’ultimo è la «prima» di «Minute», un giornale a destra dell’estrema destra che infatti attacca pesantemente, un numero sì e l’altro pure, il Front national e la sua leader Marine Le Pen, accusata di essere circondata da una «lobby gay» (e dai…). Inutile dire che la banana della Taubira ha scatenato l’indignazione generale e bipartisan. Il primo ministro, Jean-Marc Ayrault, ha deciso di far intervenire la magistratura. Quello degli Interni, Manuel Valls, definito «rivoltante» il titolo, ha annunciato che farà studiare «il modo di agire contro la diffusione del giornale». L’associazione «Sos Racisme» presenterà querela alla magistratura. Madame Le Pen, che pure non apprezza la politica di Taubira, si è detta «felice» di «farsi sputare addosso ogni settimana da “Minute”», pubblicazione che a suo tempo definì un «torchon», uno strofinaccio.

In tutta questa indignazione, colpisce l’assoluta calma della prima interessata, anzi della prima insultata. Nessun commento della guardasigilli. Dal suo entourage, si limitano a far sapere che la ministrà non presenterà nessuna querela. Anche perché, dicono dalla place Vendôme di Parigi dove ha sede il ministero della Giustizia, «reagire significa far aumentare le vendite del settimanale del 10%». Saggi. O forse disillusi.

alberto mattioli per la stampa

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