FMI, missione compiuta. Dopo le rivolte arabe tutti a rischio deficit

fmi13 NOV – Le ricche monarchie del Golfo sono a serio rischio deficit a partire dal 2016, a meno che i rispettivi governi comincino a ridurre le spese pianificate sulle stime degli entroiti petroliferi. L’avvertimento giunge dall’ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) che ammonisce anche paesi produttori di petrolio al di fuori del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) come Libia e Iraq.

All’attuale passo di spesa, con il prezzo del greggio fisso a 120 dollari al barile, il Bahrein e’ gia’ in zona deficit, l’Oman vi entrerebbe nel 2015 e l’Arabia Saudita nel 2018, calcola il Fmi.

E’ ancora surplus per Libia ed Iraq almeno fino al 2014, ma le stime di riduzione di produzione del petrolio potrebbero tradursi in introiti troppo bassi per controbilanciare le spese immediatamente dopo.

Le spese dei paesi medio orientali, soprattutto quelle infrastruttuali, sono impennate sull’onda delle rivolte arabe che hanno scosso l’intera regione Mena a partire dal 2011. Molti governi hanno optato per ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture per servire meglio le loro popolazioni, e messo in bilancio aumenti di stipendi e ammortizzatori sociali per i disoccupati.

Alcuni paesi come gli Emirati arabi Uniti hanno gia’ rivisto il bilancio per non incorrere nel deficit, ma gli interventi, dice il Fondo Monetario, non sono abbastanza rapidi ed incisivi per evitare il pericolo. (ANSAmed).



   

 

 

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