Francia: ancora proteste dei bretoni contro l’ecotassa, lacrimogeni sulla folla

 

 

bretoni10 nov – Lacrimogeni contro la rabbia dei bretoni, che da giorni protestano contro l’ecotassa con la quale il governo di Parigi intendeva compensare l’impatto ambientale del trasporto su gomma.

Una tassa che però rischiava di scaricarsi pesantemente su una regione già ridotta al lumicino in quanto ad attività imprenditoriali, tanto che il governo ha avviato una serie di incontri per varare provvedimenti d’aiuto all’economia regionale.

I berretti rossi (un chiaro riferimento alla rivoluzione francese) sono tornati a protestare e la polizia ha dovuto usare le maniere forti per impedire che distruggessero uno dei centri dedicati alla raccolta della tassa contestata, che ora è sospesa e probabilmente non entrerà in vigore prima dell’estate 2014.

La riscossione dell’imposta era stata affidata al consorzio Ecomouv, controllato da Autostrade per l’Italia, ma su quell’assegnazione è in corso un’inchiesta della procura di Nanterre.



   

 

 

1 Commento per “Francia: ancora proteste dei bretoni contro l’ecotassa, lacrimogeni sulla folla”

  1. Se poi si spiegasse alla gente che dal 1995 non si rileva alcun aumento della temperatura globale, (motivo ultimo della tassa) credo non basterebbero i lacrimogeni,

    Una vera e propria truffa globale (occidentale) costruita sulla bugia del riscaldamento inesistente. 🙂

    Il vero danno non sono certo le eco-tasse, quanto le aziende costrette a scapparsene da questa (UE) verso paesi in cui giustamente la CO2 emessa giustamente non e’ un problema.

    Gli aspetti di questo delirio pseudo-verde sono molteplici.

    Uno dei piu’ eclatanti e’ il costo dell’energia .
    Grazie alle inesistenti energie alternative e relativi incentivi piu’ i certificati verdi siamo ormai al collasso industriale .

    Noi paghiamo l’energia oltre. 214 €/MWh?
    In Cina costa 23.. e della CO2 GIUSTAMENTE se la ridono.. 🙂

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