Napolitano: “Ora lavorare per l’integrazione militare europea”

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4 nov – Celebrazioni a Roma per il 4 novembre. “In un mondo sempre più complesso e interdipendente – continua il Capo dello Stato – in cui i rischi dell’instabilità e della disgregazione sociale e le minacce transnazionali del terrorismo e della criminalità organizzata premono ormai da vicino sull’Italia e sull’Europa, le Forze armate svolgono un ruolo di crescente importanza per il futuro del Paese”.

Appello per l’integrazione militare europea
In uno scenario sempre più complesso e in cui le risorse disponibili sono sempre più ridotte, dice il Presidente della Repubblica, servono però dei cambiamenti. Ecco allora l’appello al Parlamento per rendere “al più presto operanti” i meccanismi attuativi delle riforme in corso. “Ancor più intensamente – afferma il Presidente della Repubblica – è necessario lavorare per l’integrazione militare europea. Al Consiglio di dicembre l’Italia ha l’opportunità di promuovere iniziative forti e concrete, in grado di attivare circuiti virtuosi, di razionalizzazione e risparmio di risorse. E’ possibile coinvolgere in tempi brevi in questa prospettiva un numero crescente di Paesi membri”.

Lampedusa, la nuova frontiera
Ricordando i militari italiani impegnati in Italia e in giro per il mondo, dall’Afghanistan, al Medio Oriente, ai Balcani, Giorgio Napolitano cita anche quelli impegnati nel Canale di Sicilia. “Un plauso particolare – conclude – meritano gli uomini e le donne che hanno partecipato alle operazioni di soccorso e al pietoso recupero delle salme delle vittime della terribile tragedia di Lampedusa”.

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