“Fuori gli eurocrati dai nostri bagni”, crociata inglese contro l’UE

Londra si scaglia contro le nuove norme per regolare gli scarichi d’acqua dello sciacquone: non più di cinque litri per la tazza e uno per l’urinale. Il Times: «Non ci sarà più nelle case inglesi un posto abbastanza privato in cui l’Europa non possa mettere il naso»
claudio gallo per la stampa

wc

Parliamo di cose alte, come dicono quelli che vogliono darsi un tono. Parliamo di cessi. Ma no, attenuiamo un po’ la volgarità cercando di essere più precisi. Parliamo di sciacquoni. L’ultima guerra tra l’eroica isola britannica, paladina delle libertà individuali (specialmente quando sono irrilevanti), e la sordida Europa che vuole ridurre il mondo a un regolamento di condominio, è infatti sulla vaschetta che sta gentilmente sopra la tazza a protezione dell’igiene e dell’olfatto.

Regolamentazione scarichi dei WC, caos tra i paesi dell’Unione Europea

Certo, sembra un argomento non fondamentale per le sorti dell’universo ma il (un tempo, forse) autorevole Times mette la notizia in prima pagina, cominciando col dire che non ci sarà più nelle case inglesi un posto abbastanza privato che l’Europa non ci possa mettere il naso. Dopo tre anni di lavoro e una spesa di decine di migliaia di euro, infatti, i laboriosi eurocrati hanno messo a punto uno standard europeo per la vaschetta, con lo scopo di risparmiare acqua potabile. Finalmente, è nato il tanto atteso euro-sciacquone, euro-flush per gli inglesi.

Secondo la bozza di proposta, dovrà erogare cinque litri per la tazza e un litro per l’urinale, con la possibilità di una sciacquata intermedia da tre litri. Queste caratteristiche fanno infuriare i britannici, che saranno anche sprezzatori del continentale bidet, ma solitamente utilizzano sciacquoni da sei litri o anche più nelle “old properties”. Usano cioè alla bisogna, come fa notare con apparente orgoglio il Times, “più acqua che in qualsiasi altro paese europeo”. La ricerca per individuare lo sciacquone assoluto è costata quasi 90 mila euro. La proposta aggiungerà peso al progetto dell’Eco-label che Bruxelles presenterà la prossima settimana.

Il tutto accade, fanno notare gli euroscettici britannici (sull’isola dei sei litri una grande tribù), dopo che il presidente della commissione europea Manuel Barroso aveva promesso di dare un taglio alle raccomandazioni burocratiche. E poi sottolineano, rapporto sull’euro-flush alla mano, che se gli inglesi sprecano più acqua, i continentali sprecano più carta. La classifica degli smanettoni della vaschetta vede in testa la Gran Bretagna con 1,125 milioni di metri cubi di acqua tirati nel 2010, seguiti dall’Italia (1074) e dalla Germania (1021).

Un bel problema per l’Unione piagata da crisi e disoccupazione, che sarebbe irresponsabile eliminare con un colpo di sciacquone.



   

 

 

1 Commento per ““Fuori gli eurocrati dai nostri bagni”, crociata inglese contro l’UE”

  1. Se non fosse vero sarebbe una bella barzelletta. Gli eurocrati si stanno interessando delle vaschette dei CESSI . In effetti non sapendo come occupare il tempo ci omologano l’acqua della vaschetta dello scarico. In un’Europa alle prese con il crollo del lavoro, con l’invasione da tutti i continenti , costoro si impegnano talmente tanto che nelle Farmacie di Bruxelles fanno rifornimento quotidiano di confetti FALQUI…… Sono
    impegnati nelle latrine per stabilire quanta carta igenica potremo comprare prima di farla sostituire dai quotidiani che tanto cari furono in casa di molti di noi quando negli anni cinquanta, dopo che il quotidiano della settimana passata di tagliava formato “carta igenica” per il WC di casa. ORA SAPPIAMO PERCHE’ CI AVETE RIDOTTO IN MUTANDE.

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