In Brasile come in Italia: ex terroristi rossi fanno lezioni all’università

battisti

1 nov – La notizia, riportata dai media brasiliani, in Italia è stata completamente ignorata, eppure ha dell’incredibile: Cesare Battisti terrà una lezione dal titolo “chi ha il diritto di vivere” (Quem tiem direito ao viver) al VI forum dell’Università Federale di Santa Catarina a Florianopolis. La lezione, finanziata dal ministero dell’educazione brasiliana, fa indignare i brasiliani che si chiedono che diritto abbia di parlare di questi temi un pluriomicida e di prendersi oltretutto un gettone di 1500 Real (circa 500 euro).

L’organizzatore, “compagno” professor Paulo Lopes, interrogato su questo, sostiene che è stato chiamato per dar voce “agli esiliati, agli imprigionati”. Quello che invece stupisce è l’assoluto silenzio dei media italiani e del ministro degli Esteri, quella signora Bonino che quando dovrebbe parlare è sempre muta.

E l’assoluto silenzio della politica italiana evidentemente troppo impegnata a litigare. Eppure il tema della conferenza è un insulto ai morti innocenti (avevano loro il diritto di vivere o no?) e all’Italia tutta. Ci piacerebbe sentire l’Anm indignarsi per una sentenza mai eseguita, o la Bonino chiedere spiegazioni all’ambasciatore brasiliano, o vedere Enrico Letta arrabbiato, il governo delle larghe intese e dalle corte vedute unirsi una volta tanto per far sentire la voce dell’Italia, la voce degli assassinati da un uomo che si permette di pontificare a piede libero nelle università.
Saremo esauditi? QELSI

Cesare Battisti è un ex terrorista  del gruppo eversivo “Proletari Armati per il Comunismo”, condannato in contumacia all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per aver commesso quattro omicidi, in concorso, durante gli anni di piombo.

Trascorse la prima fase della sua latitanza in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand. Arrestato in Brasile nel 2007, Battisti fu detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011.

Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell’estradizione in Italia. Della questione fu investita la Corte costituzionale brasiliana, che l’8 giugno 2011 negò definitivamente l’estradizione. Battisti dopo la sentenza fu scarcerato, ed è attualmente in libertà.



   

 

 

1 Commento per “In Brasile come in Italia: ex terroristi rossi fanno lezioni all’università”

  1. Questi criminali trovano troppo spesso connivenze,favoritismi,privilegi e prebende;purtroppo l’ideologia comunista ha ancora largo seguito nel mondo,nonostante sia stata la peggiore dittatura che abbia mai afflitto l’umanità.

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