De Benedetti a Tronchetti: “Un incapace”. Replica: “Pensi alla bancarotta del Banco Ambrosiano””

debene30 ott –  “Se i capitani coraggiosi sono Colaninno e Tronchetti allora preferisco le partecipazioni statali. Un liberista, in economia, come me si trova a dire viva le partecipazioni statali”. Cosi’ Carlo De Benedetti a Mix24 di Giovanni Minoli a Radio 24 in occasione di un’intervista sulla storia della Olivetti. “Ho inventato la Omnitel, – continua De Benedetti – unica azienda di computer al mondo che è entrata nella telefonia e non era una cosa ovvia. Quando poi la Omnitel che oggi è Vodafone fu successivamente venduta da Colannino alla Mannesmann che poi fu comprata a sua volta dalla Vodafone, vorrei ricordare che l’Olivetti era l’azienda più liquida in Italia. Tanto che Colaninno si permise di fare, e io lo contestai per iscritto, l’Opa sulla Telecom che firmò la fine della Telecom”. L’ingegnere conclude osservando che “strategia industriale zero. Colaninno utilizzò la cassa dell’Olivetti per iniziare la distruzione della Telecom e poi fu conseguita con grande intensità e incapacità da Tronchetti. Viva le partecipazioni statali”.

Immediata la replica di Marco Tronchetti Provera, presidente della Pirelli: “Se l’ingegnere vuole contestare qualcosa sono a disposizione per eventuali rettifiche. Mi confronto sui fatti, anche pronto a farlo pubblicamente se l’ingegnere accetta, non sugli insulti”. “Se anche io raccontassi la storia delle persone attraverso i luoghi comuni e gli slogan potrei dire che l’ingegner De Benedetti è stato – evidenzia – molto discusso per certi bilanci di Olivetti, per lo scandalo legato alla vendita di apparecchiature alle Poste italiane, che fu allontanato dalla Fiat, coinvolto nella bancarotta del Banco Ambrosiano, che fini’ dentro le vicende di Tangentopoli. Invece non lo faccio perché sarebbe sbagliato”.

Parole che spingono il presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso a controreplicare duramente: ”Tronchetti anziché esercitarsi in esercizi di dozzinale retorica, che contiene anche falsità, con le sue sconsiderate decisioni ‘imprenditoriali’ ha distrutto miliardi di valore per gli azionisti Pirelli”.

“E’ evidente che io e l’ingegner De Benedetti non parliamo la stessa lingua, come e’ normale possa succedere tra un cittadino italiano e un cittadino svizzero. Rimango disponibile a un confronto pubblico, ovviamente in territorio neutrale”, dice infine il presidente di Pirelli.

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