Anarchici ammettono di avere gambizzato Adinolfi, l’ad di Ansaldo

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ansaldo30 ott – Piena ammissione di avere commesso il fatto da parte di Alfredo Cospito e Nicola Gai, processati con rito abbreviato al Tribunale di Genova per la gambizzazione dell’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, avvenuta il 7 maggio 2012 a Genova.

L’ammissione è contenuta nei proclami che i due imputati hanno tentato di leggere e poi lasciato in aula al momento della loro espulsione. I proclami sono stati acquisiti dal gup Annalisa Giacalone e letti in aula dal magistrato.

I due anarchici sono stati allontanati dall’aula perché Cospito intendeva leggere il proclama senza rispettare la procedura prevista. Nel tentativo di leggere il proclama l’anarchico è riuscito a dire: “Siamo solo io e Nicola, nessun altro ha partecipato al nostro progetto”. I due hanno lasciato l’aula tra le acclamazioni dela gente che gridava “liberi, libertà per tutti”. Anche gran parte del pubblico è uscito dall’aula dopo l’allontanamento di Cospito e Gai.

Parte del pubblico si è unito al corteo di circa 200 manifestanti, che partito dalla sede del Tribunale di Genova, dove è in corso il processo, ha raggiunto via delle Fontane, dove ha occupato dei locali della facoltà di Lettere.

Cospito e Gai sono accusati dai pm Silvio Franz e Nicola Piacente di attentato all’incolumità personale con finalità di terrorismo, lesioni personali gravi e aggravate, porto illegale di arma e furto del ciclomotore utilizzato per compiere l’attentato. Erano stati identificati grazie allo studio dei filmati delle videocamere collocate nella zona in cui gli attentatori abbandonarono lo scooter usato per l’agguato ad Adinolfi.

I due imputati sono conosciuti agli inquirenti di Torino, Perugia e Genova. Alfredo Cospito, 46 anni, disoccupato, originario di Pescara e residente a Torino, è considerato uno degli elementi di spicco del mondo anarchico torinese. Secondo gli inquirenti sarebbe l’uomo che ha sparato ad Adinolfi con una Makarov, Gai lo avrebbe atteso sulla moto.

Nicola Gai, 44 anni, è residente a Moncalieri e prima dell’arresto lavorava nell’azienda del padre geometra. Amico di Cospito da tempo, anche lui farebbe parte della galassia anarco-insurrezionalista.

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