Scandalo Alitalia: Toto, Luttwak, Passera e gli aerei in affitto

La flotta di Air One by Toto era stata costruita con complessi trucchi fiscali-finanziari: gli aerei venivano presi in leasing da Airbus, poi facevano da garanzia per i prestiti – Magheggi tra Irlanda, Intesa e Mps, e i debiti e i contratti-bidone di Toto sono ricaduti su Alitalia (ovvero sui contribuenti)

Toto

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Gianluca Paolucci per “La Stampa”

Aerei, prestiti, finanziamenti, partite di giro tra l’Italia, Dublino e Hong Kong. E un solo cliente per 14 società, tutte basate in Irlanda. È la rete con la quale il gruppo Toto compra e «gira» in leasing ad Alitalia gli aerei Airbus della compagnia. Una rete piena di sorprese, come la «consulenza strategica» assegnata a Edward Luttwak, il politologo e saggista statunitense molto apprezzato nei talk-show della tv italiana. A Luttwak vanno 100 mila euro per la consulenza, più i gettoni di presenza come presidente di Ap Fleet – la capofila della rete dublinese – e consigliere delle altre 13 società irlandesi. «Luttwak è un amico di vecchia data di Carlo Toto», spiega una fonte vicina al gruppo.

Secondo quanto ricostruito, ad oggi Alitalia ha in leasing 14 aerei del gruppo Toto, per un canone di 50 milioni di dollari annui complessivi calcolato, spiegano fonti del gruppo abruzzese, sulle medie dei prezzi del mercato. Non ce ne saranno altri: il contratto con Airbus è stato infatti rescisso, con un onere per il gruppo Toto di alcuni milioni di euro. Per la precisione, la mancata consegna degli aerei per la rottura dei contratti è costata al gruppo 7 milioni nel 2011 e 12 milioni nel 2012.

corrado-passeraA finanziare gli acquisti degli Airbus sono state alcune banche estere – come la Hsh Nordbank e Calyon-Credit Agricole, già finanziatrici della flotta di AirOne – e due istituti italiani. Si tratta di Monte dei Paschi e Intesa Sanpaolo. Quest’ultimo istituto, già «architetto» dell’operazione Cai-Alitalia, socio della nuova Alitalia e impegnato anche nell’aumento da 300 milioni appena varato dalla compagnia, ha concesso nel 2010 alla Ap Fleet un prestito di 28,4 milioni di euro, in parte (15 milioni) già ripagato. Sempre nel 2010 Mps ha invece concesso una linea di factoring, ancora aperta, per 16 milioni di dollari.

Nei mesi scorsi, due di queste società – la Herodias Aircraft Leasing Company 1 e 2 – hanno cambiato proprietario. A comprare la numero 2 è stata una società di Hong Kong, la Icil International. Per l’altra i documenti visionati da La Stampa parlano genericamente di trattative in corso di finalizzazione. Le due società hanno in pancia 5 aerei affittati ad Alitalia.

Anche se il totale riferito ieri da fonti del gruppo Toto è ancora di 14 aerei. Le penali per i contratti rescissi con Airbus, la svalutazione del «premio» pagato al gruppo Toto per quei contratti (17 milioni di euro) e gli oneri finanziari dei prestiti hanno abbattuto il conto economico, chiuso in perdita.

Nonostante questo, da Dublino, nel 2012, partono anche 4,6 milioni di euro. La direzione è Chieti, verso la capogruppo Toto Holding, come pagamento per non meglio precisate «transazioni future». L’obiettivo per il futuro è quello di «avere una vita» nonostante i rapporti non più idilliaci con la ex compagnia di bandiera. La Ap Fleet ha infatti anche le opzioni per 2 A350, la famiglia di Airbus a medio lungo raggio ancora in fase di sviluppo. La consegna è prevista tra il 2020 e il 2022. Chissà cosa ne sarà allora di Alitalia.

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