Letta negli Usa: “L’Italia prima di Maastricht era un disastro”

enrico-letta18 ott – ”Un paese che non ha una nuova generazione al timone è un paese senza speranza”. Lo ha constatato il premier Enrico Letta riferendosi in particolare all’Italia nel corso di un intervento a Brookings Institution in tema di sfide per l’Europa all’indomani dell’eurocrisi. Letta ha quindi ricordato come tanti giovani italiani siano stati costretti ad andarsene ma questo, a suo avviso, ”non può esser la sola soluzione: anche in Italia – ha osservato – ci può essere un cambio generazionale”.

Tornando a parlare di conti pubblici e del debito italiano, per il premier questi devono rimanere sotto controllo per poter ricominciare a crescere. Per questo, il vincolo dell’Europa non può che far bene all’Italia. “Per l’Italia – si augura Letta – mai più debito”. E, ancora: ”Dirò qualcosa di impopolare – ha aggiunto – ma prima di Maastricht, l’Italia (per quello che riguarda il debito) era un disastro”.

Nel caso italiano, insomma, secondo il premier una politica del rigore ben calibrata è indispensabile: ”senza tassi d’interesse bassi il nostro debito sarebbe insostenibile”. E bassi tassi d’interesse sono possibili solo se c’è stabilità che è anche – ripete più volte – la premessa indispensabile per crescere. A Washington Letta si guarda bene dal commentare le tensioni create anche nella sua maggioranza dalla legge di stabilità. Non rinuncia tuttavia a far notare che c’è una bella differenza tra pagare il 3% o il 6% d’interessi sul debito. Lo scarto vale circa 30 miliardi di euro e, a detta del Premier, ”permetterebbe di abbassare le tasse e combattere la disoccupazione”.

In Italia intanto, evidenzia ancora il Premier, i tassi sono arrivati ai livelli più bassi degli ultimi due anni e questi sono ”ottimi risultati”. Cioè ”fatti e non parole, e sono i fatti a contare” dice, rispedendo velatamente al mittente le critiche sulla manovra. Forte del sostegno che ha appena incassato dalla Casa Bianca, questa mattina Letta comincerà ad occuparsi di questa e delle altre questioni.

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