Centrale Enel di Cerano: a rischio 800 posti di lavoro

enelBRINDISI – “In una centrale a gas lavorano una trentina di persone, in alcune anche meno, mentre nella Federico II di Brindisi lavorano più di mille persone. Chiederne la conversione a gas equivale a chiedere l’esubero di almeno 800 lavoratori e, molto probabilmente, la sua chiusura perchè in un mercato come l’attuale un’ennesima centrale a gas non entrerebbe in funzione quasi mai”. Lo scrive in una nota di risposta agli ambientalisti, che hanno annunciato l’avvio di una petizione per la riduzione del carbone Enel e per il no alla co-combustione di rifiuti Edipower, Carlo Depunzio, presidente del comitato Energia Ambiente e Territorio composto dai lavoratori della centrale Enel di Cerano (Brindisi).

“Venga chiarito – si legge – cosa si intende fare con il personale Edipower, evitando però la solita tarantella del trasferimento dei lavoratori a Cerano dove si chiede la riconversione a gas e quindi la chiusura”. “Sfugge ai signori del no – prosegue – che già la crisi dei consumi e le fonti rinnovabili hanno di fatto determinato una drastica riduzione della produzione delle centrali termoelettriche, comprese quelle a carbone. A che serve quindi chiedere ancora riduzioni se non a fare mera propaganda?”.

Depunzio chiarisce infine di non voler “barattare il lavoro con l’ambiente”. “Il comitato – spiega – chiede alle aziende investimenti per la riduzione dell’impatto ambientale. Lo ha fatto Enel investendo 500 milioni di euro per l’ambiente negli ultimi anni, migliorando i sistemi ambientali, lavorando alla realizzazione di un carbonile coperto. Sta cercando di farlo Edipower con un progetto industriale che prevede, tra l’altro, la riduzione delle emissioni”.

lagazzettadelmezzogiorno.it/



   

 

 

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