Linciaggio Madagascar, spunta una registrazione: Judalet urla ” Sono innocente”

bru9 ott – “Sono innocente!”. Sono queste le ultime parole pronunciate da Sebastien Judalet, il 38enne francese che venerdì scorso insieme all’italiano Roberto Gianfalla è stato linciato e poi bruciato vivo sulla spiaggia di Ambatoloaka, nell’isola di Nosy Be, in Madagascar, da una folla inferocita. Lo rivela il Daily Mail, in base a delle registrazioni effettuate da chi era presente a quei drammatici momenti e poi diffuse sull’isola. Judalet, padre di una bambina di 11 anni, fu assalito e catturato insieme a Gianfalla da una folla di circa 300 persone che accusavano i due europei di essere due pedofili responsabili dell’uccisione di un bambino locale di 8 anni, il cui corpo era stato ritrovato mutilato dei genitali.

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La polizia malgascia, scrive il Daily Mail, ha affermato oggi che “non c’è alcuna prova” che metta in connessione i due uomini con la sparizione del bambino, che potrebbe anche essere annegato, a seguito di un incidente. La agghiacciante registrazione, prosegue il quotidiano britannico, riporta la voce disperata di Judalet che urla, “sono vittima di un complotto. Sono innocente”. L’uomo sembra poi fare confusione con le parole. Un errore che potrebbe essersi rivelato fatale. Judalet urla, “non mi piacciono i bambini” e un membro della folla replica, “come non ti piacciono i bambini?”. A quel punto, Judalet risponde: “Amo i bambini, ho una figlia piccola”.

Nella registrazione si può poi ascoltare Judalet piangere e invocare pietà, prima di essere denudato, mutilato e arso vivo insieme a Gianfalla. Nessuno dei due, sottolinea il Daily Mail, aveva alcun precedente penale ed era mai stato segnalato per reati associati alla pedofilia. Un terzo uomo, lo zio del bambino, è stato ucciso in maniera analoga dalla folla fuori controllo. La polizia locale ha già effettuato 26 arresti in relazione ai tre omicidi. La magistratura francese ha aperto un’indagine per omicidio e gli investigatori inviati da Parigi dovrebbero a breve recarsi in Madagascar.



   

 

 

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