Saviano: “non ce la faccio a vivere con la scorta, vado all’estero e cambio identità”

saviano7 ott. – “Mi sento come un reduce che racconta una battaglia con la percezione che gli astanti non possono percepire fino in fondo cio’ che sento e provo. Non ce la faccio piu’ ed ho chiesto ad un ufficiale dei carabinieri di togliermi la scorta, mi hanno risposto: ‘non ci pensare nemmeno'”. Lo ha detto nella sua testimonianza in aula Roberto Saviano, lo scrittore minacciato dalla camorra e testimone alla settima sezione penale del tribunale di Napoli nel processo contro Antonio Iovine e Francesco Bidognetti, accusati di minacce. Imputati anche i loro difensori Carmine D’Aniello e Michele Santonastaso. “Il mio futuro e’ lontano dall’Italia dove chiedero’ una nuova identita’ e ripartiro’ da zero“.

Gli artificieri dei carabinieri e la polizia hanno bonificato l’aula 115 del Tribunale di Napoli dove ha deposto Saviano e ‘ripulito’ tutto il percorso che lo scrittore ha compiuto dall’ingresso del Tribunale fino all’aula di giustizia. I boss Antonio Iovine e Francesco Bidognetti, imputati per minacce e violenza privata, sono collegati in videoconferenza. “La mia vita e’ cambiata e da sette anni vivo sotto scorta con sette ufficiali dei carabinieri, due auto blindate, e un’auto civetta. Tutto deve essere concordato, tutto deve essere deciso prima: non posso fare una passeggiata, prendere un treno, andare in un ristorante se non scelto prima e concordato. Difficile anche vedere la mia famiglia, mia madre”.

Saviano in aula racconta la sua vita blindata dopo le minacce ricevute dai boss dei Casalesi. Le minacce sarebbero state rivolte in aula nel corso del processo Spartacus quando nel marzo del 2008 “l’avvocato Michele Santonastaso lesse in aula una lettera firmata da Antonio Iovine e Francesco Bidognetti nella quale mi indicavano come ‘pedina’ della Procura e pseudogiornalista. Era un proclama in stile terroristico. Dopo qualche ora mi hanno raddoppiato la scorta”. Il suo e’ un racconto del ‘terrore’ partito nell’ottobre del 2006 quando ‘Gomorra’ e’ diventato un best seller.

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3 Commenti per “Saviano: “non ce la faccio a vivere con la scorta, vado all’estero e cambio identità””

  1. Certo che il commento antisemita è proprio pertinente…ma che vi hanno fatto? Probabilmente non ne conoscete nemmeno uno, ignoranza e stupidità al massimo livello, però son poi tutti antifascisti

  2. torna da “papà” Perez che te la fornisce il Mossad un’altra identià

  3. Che bella notizia, caro Saviano; se te ne vai liberi solo Praga. Siamo stufi delle tue balle e i libri che hai scritto non sono serviti ad eliminare la camorra. Solo uno Stato forte che sa utilizzare i suoi mezzi, esercito & carabinieri, potrebbe mettere fine al crmine organizzato. Però a questo Stato buonista & sinistrosso gli interessano solo i migranti per i quali spende una fortuna per soccorrerli e metterli a loro agio.

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