Fame e disoccupazione non sufficienti, la Troika minaccia Atene

7 OTT – Le riforme in Grecia non procedono come previsto dagli accordi presi dal governo con i creditori internazionali e ciò ha indotto i rappresentanti della troika – il danese Paul Tomsen (Fmi) e i tedeschi Matthias Mors (Ue) e Clauss Mazuch (Bce) – a minacciare di non fare più ritorno ad Atene se prima non saranno attuate tutte le misure da loro considerate indispensabili per continuare a fornire aiuti finanziari al Paese.

Il tasso di disoccupazione in Grecia (che lo scorso giugno ha toccato il 27,9%) nel 2016 raggiungerà il livello record del 34%. E’ quanto si sostiene in un rapporto redatto dall’Istituto per il Lavoro della Gsee, il maggiore sindacato ellenico del settore privato, pubblicato oggi e in cui si afferma pure che dall’ottobre 2008 i posti di lavoro perduti nel Paese sono circa un milione. Il tasso di disoccupazione del 27,4% segnalato lo scorso marzo dall’Istituto statistico ellenico (Eltat), prosegue il rapporto, è stato il più alto registrato in un Paese occidentale negli ultimi 30 anni.

Nello studio, gli esperti della Gsee mettono in guardia sul fatto che la decisione del governo greco e della troika dei creditori internazionali (Ue, Bce e Fmi) di proseguire nelle attuali politiche di austerità avranno nei prossimi anni “conseguenze devastanti” per il Prodotto Interno Lordo (Pil) e l’occupazione della Grecia. (ANSA).



   

 

 

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