Camera respinge emendamento a tutela delle imprese che lavorano per la Tav

Tav: tensione in Val Susa, a fuoco macchinari capannone

5 ott – Troppi attentati, danni oltre al limite. «Hanno vinto i No Tav, sono più forti dello Stato. Lunedì metto la società in liquidazione». Con questa parole Giuseppe Benente, titolare della Geomont di Bussoleno (Torino), ha annunciato di abbandonare l’opera di costruzione della Tav in Valsusa dopo che stamattina la Commissione bilancio della Camera ha respinto l’emendamento a tutela delle imprese che lavorano al cantiere della Torino-Lione. «Alzo bandiera bianca – ribadisce Benente, la cui ditta ha subito due attentati in un mese l’ultimo subito due giorni fa quando è stata incendiata una perforatrice cingolata – perché mi sento abbandonato dallo Stato».

Mancanza di copertura
La Commissione Bilancio della Camera ha bocciato, per mancanza di copertura finanziaria, l’emendamento della maggioranza al dl sul femminicidio che prevedeva la tutela delle imprese che lavorano nel cantiere Tav di Chiomonte.

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Dopo la bocciatura il senatore piemontese Pd Stefano Esposito aveva espresso tutto il suo rammarico: «Nonostante le numerose visite delle istituzioni al cantiere della Tav oggi gli imprenditori valsusini sono stati lasciati soli dallo Stato…Sono costernato nel constatare che, nonostante le decine di attentati incendiari, le continue minacce rivolte dalla frangia violenta del movimento No Tav, i pacchi bomba potenzialmente mortali spediti ai giornalisti, la maggioranza di Governo sia riuscita a fare una figura così umiliante».

Sulla questione, ricorda il vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, «ci siamo impegnati in tanti, Ministri compresi, e questo desolante risultato altro non è se non la dimostrazione della mancanza di consapevolezza di quanto sta avvenendo in Valle di Susa. Personalmente mi scuso con gli imprenditori e gli amministratori per quanto avvenuto, mi appello al Ministro Lupi e al Vice Ministro Fassina che con i loro occhi hanno visto la situazione delle imprese colpite, affinché si ponga immediatamente rimedio all’errore».

L’emendamento bocciato dalla Commissione Bilancio per mancanza di coperture aveva già superato il vaglio delle commissioni di merito ed era dunque approdato in Aula come parte del decreto legge sul femminicidio all’esame di Montecitorio. Questa mattina il M5S e Sel, riferisce sempre il senatore Esposito, hanno presentato in Comitato dei nove (il gruppo ristretto della commissione che mette a punto i provvedimenti una volta che questi approdano in Aula) una proposta per sopprimere la misura senza però ottenere il consenso dei relatori. A sorpresa è però intervenuta la Commissione Bilancio, secondo cui esiste un problema legato alle coperture.

sole24ore



   

 

 

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