Linguaggio universale. Obama come Letta: lo shutdown minaccia la ripresa

OBAMA

4 ott. – Il presidente Barack Obama torna all’attacco contro la “farsa-shutdown” e il rischio default “che sarebbe ancora piu’ devastante” per l’economia. “Per quanto irresponsabile sia lo shutdown del governo – ha avvertito – un default sul debito impatterebbe l’economia in modo ancora piu’ significativo”, con conseguenze globali. E la responsabilita’ sarebbe tutta del partito repubblicano, ha spiegato Obama, ostaggio della sua frangia piu’ estremista, quella dei Tea Party, che impedisce allo speaker della Camera, John Boehner, di portare in aula una legge di bilancio complessiva che sicuramente verrebbe approvata. Obama ha ribadito di non essere disposto a negoziare su shutdown e tetto del debito.

E’ assurdo che i progressi economici compiuti dalla crisi del 2008 – ha rincarato – vengano gettati al vento solo perche’ i repubblicani sono ossessionati dall’Obamacare: l’unico elemento che davvero li unisce”. Se il Congresso non innalzasse il tetto debito entro il 17 ottobre prossimo, allora si verificherebbe il primo default della storia americana che spingerebbe gli Usa in una nuova recessione, ancora piu’ profonda rispetto al quella provocata dalla crisi finanziaria del 2008, come sottolinea anche l’ultimo rapporto del Dipartimento del Tesoro Usa, diffuso questa mattina. “Solo cinque anni fa’ la nostra economia era in caduta libera”, ha insistito Obama proprio nel giorno in cui ricorre il quinto anniversario del voto del Congresso sullo storico bailout di Wall Street. “Da allora -ha proseguito – sono stati creati 7,5 milioni di posti di lavoro, il settore immobiliare e’ cresciuto sostenendo la ripresa delle imprese di costruzioni mentre l’auto e’ tornata in forma: non possiamo permetterci di compromettere questi progressi. Occorre approvare subito una legge di bilancio senza vincoli e condizioni per rimettere in moto la macchina dell’amministrazione e alzare il tetto sul debito per scongiurare il default. Poi possiamo sederci al tavolo e negoziare”.

Intanto i dati sull’occupazione in Usa relativi a settembre, attesissimi dai mercati, domani non verranno diffusi proprio a causa dello ‘shutdown’. Gia’ oggi il dipartimento del Commercio non ha comunicato i dati sugli ordini all’industria.
La Federal Reserve ha lamentato che l’incapacita’ del governo di fornire dati macroeconomici non le consentira’ di avere gli strumenti per decidere le prossime mosse di politica monetaria. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha lanciato un avvertimento: se il Congresso degli Stati Uniti, dopo la mancata approvazione della legge di bilancio che ha fatto scattare lo ‘shutdown’, non votera’ un innalzamento del tetto del debito a meta’ mese, il conseguente default della prima economia mondiale causerebbe “danni all’economia globale”. In un discorso a Washington, Lagarde ha inoltre sottolineato i segnali di ripresa dell’Eurozona, che in primavera “ha preso una boccata d’aria” dopo sei trimestri consecutivi di recessione, prevedendo per l’area una crescita dell’1% nel 2014.



   

 

 

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