Draghi all’Italia: i mercati (speculatori e creditori) chiedono stabilità e riforme

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draghi3 ott – Nella conferenza stampa tenuta ieri, Draghi ha parlato dell’Italia: “Il messaggio inviato dai mercati e’ una richiesta di “stabilita’ e riforme”. “La pressione dei mercati per le riforme e uno dei tanti fattori di pressione ma la principale pressione deve venire dall’interno”, in quanto le riforme “vanno fatte per il proprio bene, non per i mercati”, ha affermato Draghi.

Secondo il numero uno dell’Eurotower comunque “fasi di instabilita’ politica, come quella attraversata oggi dall’Italia, sono meno pericolose per l’Eurozona di quanto non sarebbero state in passato”.

I governi dell’Eurozona “non devono rallentare gli sforzi di riduzione del deficit e devono continuare a condurre il debito pubblico su una tendenza al ribasso”, nonche’, alla luce della nuova politica comunitaria ‘two pack’ sulle leggi di bilancio, “varare piani di bilancio di respiro abbastanza largo” da garantire una stabilita’ dei conti anche nel lungo termine, ha aggiunto. I tassi di interesse, ha detto ancora, resteranno ai livelli attuali, se non a livelli piu’ bassi, per “un periodo di tempo esteso. La politica monetaria restera’ accomodante per tutto il tempo che sara’ necessario”

Infine per Draghi lo ‘shutdown’, ovvero la parziale interruzione delle attivita’ del governo federale Usa scattata ieri in seguito alla mancata approvazione della legge di bilancio, “se protratto, pone rischi per la ripresa degli Usa e dell’economia mondiale, e dobbiamo averlo ben presente”.

Draghi e’ detto comunque convinto “al momento” che lo ‘shutdown’ non sia destinato a durare. Interpellato sulla possibilita’ di un default degli Usa, qualora non venga raggiunto tra due settimane un accordo sull’innalzamento del tetto del debito, Draghi ha affermato di escludere un simile scenario.
Le borse europee hanno chiuso contrastate. A pesare l’andamento negativo di Wall Street, che risente del secondo giorno di ‘shutdown’ e dei deludenti dati sull’occupazione.
Bene Milano, che, in seguito al voto di fiducia incassato dal governo, ha guadagnato lo 0,68%, con l’indice Ftse Mib a 18.098,44 punti. Sopra la parita’ anche Madrid, con l’indice Ibex in rialzo dello 0,09% a 9.350,0 punti. Il Dax di Francoforte ha perso lo 0,69% a 8.629,42 punti, il Cac 40 di Parigi lo 0,92% a 4.158,6 punti, l’Ftse 100 di Londra ha lasciato sul terreno lo 0,35% a 6.437,50 punti.

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