Indiscrezioni PD: Letta vuole sfidare Renzi (la carriera prima di tutto)

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di Carlo Tarallo per Dagospia

30 sett – Niente voto di fiducia, anzi di sfiducia. Le parole del ministro dei rapporti col Parlamento Dario Franceschini cambiano completamente lo scenario: “Letta in Parlamento farà delle comunicazioni, il voto di fiducia non è scontato”. Lo strappo tra il Colle e il (quasi ex) premier si è consumato? Pare di sì. Perché di questo si tratta.

Questo è il “grande spiffero” che da qualche ora (prima che Franceschini mettesse altra carne al fuoco) attraversa il Pd in tutta Italia. Il colloquio al Quirinale tra Napolitano e Letta, infatti, sarebbe andato male. Anzi, malissimo. Lettaenrico avrebbe fatto presente a un irritato Re Giorgio che lui, “neanche cinquantenne”, non vuole “bruciarsi definitivamente la carriera politica” restando a capo di un “governo di pochi mesi, che a questo punto potrebbe essere guidato anche da un tecnico”.

Per lui l’unica condizione per restare a Palazzo Chigi sarebbe stato il sostegno di una larga maggioranza, frutto di uno sfaldamento consistente del centrodestra, che gli consentisse di restare a galla fino al 2015. Altrimenti, nisba. Napolitano, invece, gli avrebbe chiesto con insistenza di tentare comunque di ottenere una fiducia anche “stentata” nei numeri. E così, a quanto riferiscono fonti sinistrate attendibilissime, Enrico Letta si prepara a tenere alla Camera un “discorso congressuale”, che serva più che altro a lanciare la sua candidatura a segretario del Partito Democratico. Un discorso che verterà sull’abolizione dell’Imu “ma non per i ricchi”, sulla preferenza per un “taglio del cuneo fiscale” e su altri temi cari alla sinistra.

Al termine del discorso, Letta potrebbe recarsi direttamente al Quirinale per dimettersi. A quel punto, sarebbe perfettamente in tempo per candidarsi alla guida del partito: il termine ultimo è l’11 ottobre. Letta avrebbe immediatamente l’appoggio dei bersaniani, ma diventerebbe di fatto la vera alternativa a Renzi. In questo senso, tra i sostenitori di Gianni Cuperlo ci si chiede se sia comunque il caso di lasciare in pista il loro candidato….

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