Papa: il Diavolo vuole creare “guerra civile in Vaticano” usando le chiacchiere

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28 set. – In Vaticano, “il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale. E’ una guerra che non si fa con le armi, che noi conosciamo: si fa con la lingua”. Lo ha denunciato Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata questa mattina nei Giardini Vaticani per il Corpo della Gendarmeria Pontificia in occasione della Festa del protettore, San Michele Arcangelo. “Chiediamo a San Michele – ha invocato il Papa – che ci aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire le orecchie alle chiacchiere”. Bergoglio ha anche esortato i gendarmi a intervenire se sentono “che qualcuno chiacchiera”.

“Bisogna, ha fermarlo!”, ha detto suggerendo ai militari le parole da usare: “Qui non si puo’: gira la porta di Sant’Anna, va fuori e chiacchiera la’! Qui non si puo’!”. Per Papa Francesco, infatti, le “chiacchiere” debbono diventare una “lingua vietata” in Vaticano, perche’ “e’ una lingua che genera il male”. L’idea del Pontefice e’ in sostanza che “nella rocca del Vaticano”, il male abbia un passaggio attraverso il quale s’insinua per spargere il suo veleno: e’ la “chiacchiera”, quella che porta l’uno a parlare male dell’altro e distrugge l’unita’. E dal contagio di questa “zizzania” nessuno e’ immune. “Davanti agli uomini della Gendarmeria Vaticana – commenta la Radio Vaticana – che lo guardano schierati, Papa Francesco si sottrae da una riflessione giusta ma forse scontata sul ruolo del gendarme difensore della sicurezza del Vaticano, per mettere nel mirino un altro avversario molto piu’ subdolo della delinquenza comune e contro il quale e’ fondamentale ingaggiare la lotta”.

“Vi chiedo – ha detto Papa Bergoglio ai 100 militari agli ordini del generale Domenico Giani – non solo di difendere le porte, le finestre del Vaticano”, peraltro “un lavoro necessario e importante”, ma di difendere “come il vostro patrono San Michele le porte del cuore di chi lavora in Vaticano, dove la tentazione entra esattamente come altrove”, con una specificita’ negativa, che ha soggiunto Francesco, “dico cosi’ per tutti, anche per me, per tutti” perche’ “e’ una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unita’, quando le insidie vanno proprio contro l’unita’ di quelli che vivono e lavorano in Vaticano”.



   

 

 

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