Bonzio: Stop alla Barilla nelle scuole veneziane, vietare ogni prodotto

barilla

26 sett – Stop alla Barilla nelle scuole veneziane. Pastasciutta, merendine, biscotti o qualsiasi prodotto della multinazionale va eliminato dalle mense comunali. A chiederlo in un’interrogazione il consigliere alle Politiche educative Sebastiano Bonzio, capogruppo in Comune di Fds. L’intervista rilasciata giovedì alla trasmissione radiofonica «La Zanzara» (Radio 24) dal patron della pasta più conosciuta nel mondo, Giudo Barilla, ha scatenato il putiferio su scala nazionale e i suoi riflessi si sono fatti sentire anche a Venezia, dove è in corso un accesso dibattito sul passaggio dalla dicitura «madre» e «padre» a «genitore» sui moduli comunali e in particolare sui certificati anagrafici.

Bonzio, come tutti in Italia, ha ascoltato le parole di Barilla («Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay») e ha deciso di aderire alla neonata campagna di boicottaggio partendo proprio dal Comune. «Se l’amministrazione utilizza prodotti a marchio Barilla – si legge nell’interrogazione -, si verifichi il costo e verifichi se non ritenga opportuno verificare la necessità di rivolgersi ad altra realtà produttiva per individuarne una che operi in maggiore conformità con quanto previsto dalle norme e maggiormente rispettosa ed in sintonia con la reale composizione della variegata società italiana del 2013».

Le norme a cui si riferisce Bonzio sono la Convenzione dei diritti dell’infanzia, la Costituzione italiana quando all’articolo 3 scrive: «Tutti i cittadini hanno parità sociale» e lo Statuto comunale che recita: «Si garantisce il diritto di pari dignità di trattamento nella società e nel lavoro impedendo qualsiasi forma di discriminazione relativa all’orientamento sessuale». Bonzio ha postato l’interrogazione su Facebook e subito è scoppiata la polemica, in particolare con il collega di maggioranza Simone Venturini, Udc, che difende Barilla, non tanto per il contenuto delle sue affermazioni ma per il diritto di ciascuno di dire la propria opinione. «Orienti la tua spesa, non quella del Comune – ha risposto in calce all’interrogazione sul social network -. La distinzione persona/istituzioni mi pare sufficientemente chiara. Se la politica deve dire anche quale marca di pasta comprare…beh, benvenuti in Unione Sovietica».

corriere.it



   

 

 

7 Commenti per “Bonzio: Stop alla Barilla nelle scuole veneziane, vietare ogni prodotto”

  1. SE NON SI E’ D’ACCORDO SU CIO’ CHE DICONO E FANNO NON SEI DEMOCRATICO…. SE BARILLA CHE HA UN SACCO DI FABBRICHE ALL’ESTERO CHIUDE GLI STABILIMENTI IN ITALIA? CHIEDO E’ DEMOCRATICO? NO? SIGNOR BONZIO LEI SI RITIENE DEMOCRATICO? UN ITALIANO CHE NON LA PENSA COME LEI NON E’ DEMOCRATICO? IO LA PENSO COME BARILLA.

  2. Gia il fatto che il consiglio comunale di venezia sta discutendo di togliere la dicitura padre madre mi da fastidio…state ammazzando la libertà di pensiero e di parola in questa pseudo nazione. fate schifo

  3. E fu così che la guerra civile in italia scoppiò tra persone normali e gay e sostenitori comunisti d’anormalità…

  4. Ma cosa boicottate un’azienda italiana?ma per cortesia pure i gay possono dire una frase detta male e nessuno si offende e soprattutto non mi sembra di vedere una pubblicita’ Barilla con madri single.Cosa dovrebbero fare le famiglie monoparentali,una rivolta???Ma pensate alle cose serie!pensate ai gay che lavorano in Barilla prima di boicottare l’ennesima azienda,manica di ITAGLIANI (scritto appositamente con gl)PECORONI.Rendetevi meno ridicoli.

  5. Per certi personaggi rovinare le industrie italiane è una missione .

  6. Benvenuti nella dittatura, anzi ci sono due dittature la Prima è quella dei Gay (non gli si può dir nulla che subito s’offendono) la Seconda è quella della SX….benvenuti tutti, questa è l’Italia!!!

  7. boicottiamo le lobby di potere che rovinano l,italia in tutti i modi come fanno loro ,siamo già in dittatura!

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