La Fornero sbrocca ancora: le politiche italiane sono veline o polli da combattimento

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24 sett – Ancora parla. E di cose che proprio non le competono: cioè, di elezione per merito. L’ex ministro Elsa Fornero, a Palazzo Chigi ci era arrivata per chiamata dall’alto. Difficilmente sarebbe stata eletta visto lo scarso magnetismo emanato dalla di lei figura. E nessuno, ma proprio nessuno l’avrebbe ri-eletta dopo quell’anno al ministero del Lavoro passato tra pianti in conferenza stampa, ditini alzati al cielo, esodati e giovani “choosy”.

Eppure, Elsa, intervistata da La Stampa, parla proprio di meritocrazia in politica: “Da noi – attacca lei che di campagne elettorali ne ha alle spalle a bizzeffe – il merito è molto in fondo alla classifica  delle qualità per eleggere un leader”. L’occasione è la rielezione di Angela Merkel alla cancelleria tedesca. Merkel che la Fornero ebbe occasione di conoscere di persona “a un vertice italo-tedesco nel giugno 2012.

Fui colpita – dice – dalla sua autorevolezza sia nei momenti ufficiali sia in quelli conviviali. Quando la si ascolta si ha l’impressione che la politica sia una cosa seria e non litigiosa come in Italia, dove i politici sono preoccupati più per le sorti di un partito che del Paese”. Poi la ‘stilettata’ alle ex colleghe politiche. ‘Perchè in Italia le donne non riescono a emergere in politica?’ le chiede La Stampa. E lei, acida come mai: “In Italia, le politiche possono fare le veline o andare allo sbaraglio o esprimere aggressività come polli da combattimento. In Germania, invece, fanno davvero politica”.

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