Finmeccanica, Fassina: Ansaldo resti sotto il controllo italiano (delle banche)

Fassina 22 set. – “Bisogna trovare una soluzione per Ansaldo energia, Ansaldo Breda e Ansaldo trasporti” e questa soluzione passa attraverso la Cassa Depositi e Prestiti (cioé le banche). Cosi’ il vice ministro all’Economia, Stefano Fassina risponde, in un’intervista a Sky Tg24, sul destino delle tre controllate di Finmeccanica confermando cosi’ le indiscrezioni secondo cui il gruppo di piazza Monte Grappa vorrebbe da Cassa Depositi e Prestiti un’offerta sul capitale delle tre societa’.

“Noi vogliamo una soluzione che, attraverso la Cassa depositi e prestiti consenta alle tre Ansaldo unite di poter rimanere in modo molto trasparente e fermo nel controllo italiano, con la ricerca di partner industriali disponibili – aggiunge Fassina – pero’ con le tre Ansaldo nel controllo italiano attraverso la Cassa depositi e prestiti”.

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Via le banche da Cassa Depositi e Prestiti, quei soldi sono il nostro futuro

Per decenni la Cassa, sotto il diretto controllo del ministero del Tesoro, ha avuto il compito principale di sostenere gli enti locali per investimenti di lungo periodo, in particolare tramite prestiti a condizioni favorevoli rispetto ai tassi di mercato.

Nel 2003 la svolta. Da ente di diritto pubblico, la Cdp viene trasformata in una SpA. Il governo mantiene la quota di maggioranza, ma una parte del capitale azionario passa nelle mani di una sessantina di fondazioni bancarie. Il cambiamento non è solo formale: una SpA non ha come obiettivo centrale l’interesse pubblico ma la redditività e la remunerazione del capitale. Una remunerazione che permette alle fondazioni bancarie di portare a casa dividendi anche superiori al 10% annuo.

Nel contempo i tassi di interesse per i prestiti agli enti locali si allineano a quelli di mercato. Un problema per Comuni e Regioni ma un bel vantaggio per le banche private, che possono competere con la Cdp nell’enorme mercato dei finanziamenti alla pubblica amministrazione. Per pura coincidenza parliamo delle stesse banche private nelle quali le fondazioni bancarie, entrate nel capitale di Cdp, continuano a detenere pacchetti azionari rilevanti.



   

 

 

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