Filippine: scontri tra esercito e separatisti islamici, 87 morti

Moro Islamic Liberation Front rogue commander Ustadz Ameril Umbra Kato and his followers raise their weapons as they chant slogans after a clandestine news conference in Maguindanao

17 set – E’ salito a 87 morti il bilancio della battaglia tra le forze di sicurezza filippine e un gruppo di ribelli separatisti islamici a Zamboanga, nel sud dell’arcipelago. Lo hanno reso noto i media locali, aggiungendo che l’esercito ha riconquistato il 70% delle aree occupate inizialmente dai guerriglieri e che ha liberato 150 civili tenuti in ostaggio. Nella loro offensiva contro i quartieri dove i ribelli del Mnlf (Fronte nazionale di liberazione) sono asserragliati dal 9 settembre scorso, l’esercito ha impiegato anche attacchi aerei, che hanno provocato la morte di sette civili.

Secondo il ministro dell’Interno delle Filippine, Manuel Roxas, la battaglia cittadina in corso a Zamboanga ha portato alla distruzione di circa 850 case, mentre il numero degli sfollati e’ salito a 82 mila. L’esercito, ha riferito il tenente colonnello Ramon Zagala, continua l’offensiva contro i guerriglieri, ma i soldati si muovono con prudenza per non mettere in pericolo gli ostaggi residui ed e’ difficile prevedere quando termineranno i combattimenti. Le truppe stanno cercando di arginare gli scontri nelle periferie della citta’. I ribelli del Mnlf protestano contro l’accordo di pace raggiunto l’anno scorso tra il governo di Manila e un gruppo separatista rivale per la creazione di una regione autonoma sull’isola di Mindanao, dove sorge Zamboanga. La citta’, a maggioranza cristiana e con un milione di abitanti, sorge a 860 km a sud della capitale Manila. Nella zona e’ presente una minoranza musulmana che chiede maggiore autonomia al governo di Manila.



   

 

 

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