La Germania ha problemi energetici, Basf delocalizza

di Geminello Alvi

merkel15 sett – Non si direbbe, ma la Merkel patisce un difetto di energia. E non solo lei ma tutta la Germania, e almeno dal 2011 ovvero da quando la Signora Merkel, proprio lei con dottorato in reazioni subatomiche, dispose la chiusura immediata di otto centrali nucleari e che le rimanenti sarebbero state smantellate entro il 2022. Il che equivaleva da subito a rinunciare almeno a un quinto del totale dell’energia a disposizione dei tedeschi.   Col gesto annuncio’ poi un Energiewende, un piano per derivare meta’ dell’energia tedesca dal vento dal solare, e dalle biomasse nel 2035. Ma il risultato e’ per ora che i costi dell’elettricita’ sono due volte quelli degli Stati Uniti e i costi del gas quattro volte, cosicche’ per esempio la Basf sta ormai delocalizzando e investendo alcune sue produzioni oltre Atlantico.

A beneficiare per certo di questa improvvisa Energiewende sono stati i produttori del solare cinese e i consumatori di tutto il mondo che approfittano dell’innovazione e del calo dei prezzi che ne deriva. Assai meno per ora il gesto si e’ rivelato vantaggioso per il contribuente tedesco e per i consumatori. Le turbine del baltico coprono peraltro ancora soltanto 300 Megawat dei 25 mila previsti per il 2030. E le municipalizzate intanto ricorrono al carbone, col risultato che, mentre negli Usa le emissioni di gas serra sono calate, in Germania esse sono cresciute dell’1,6% l’anno scorso.

Va notato tuttavia come quest’aumento dei prezzi, dei sussidi e delle tasse e la minaccia che ne deriva per la potente industria tedesca non sia stata affatto al centro del dibattito elettorale. Steinbruck, il candidato socialdemocratico, ha solo accusato la Signora Merkel di avere mal amministrato una scelta dalla quale non si e’ pero’ affatto dissociato. Piu’ continua e’ invece la polemica degli industriali sui giornali come Handelsblatt. Ma la Signora Merkel non demorde, anzi si e’ detta persuasa che le virtu’ dei tedeschi riusciranno a dare un ordine all’Energiewende.



   

 

 

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