Usa, militare rifiuta di sostenere le nozze gay: rischia la corte marziale

gay8 sett – Dopo 19 anni di onorato servizio nella U.S. Air Force, e a un anno pensione, il sergente Phillip Monk rischia la corte marziale a causa – a suo dire – della propria fede cristiana. Monk, un fervente evangelico, ha denunciato a fine agosto di essere stato sollevato dal servizio in seguito a una controversia sul matrimonio gay con il suo superiore, il maggiore Elisa Valenzuela, lesbica dichiarata. Però non lo ha denunciato solo alle autorità militari, ma anche ai giornali. E adesso, stando alle informazioni raccolte dal sito conservatore americano Breitbart, potrebbe essere incriminato dall’aviazione Usa per avere parlato del suo caso ai media.

LA MINACCIA. Tutto è cominciato quando Monk, primo sergente del 326esimo squadrone addestratori, in servizio presso la base aerea di San Antonio, Texas, tornato da una licenza si è ritrovato sottoposto a un nuovo comandante, il maggiore Valenzuela appunto. Quest’ultima, irritata per le critiche alle nozze gay pronunciate da un istruttore, si sarebbe rivolta proprio a Monk – lo ha raccontato lui stesso a Fox News – per esigere una punizione. Monk avrebbe proposto invece al superiore di cogliere l’occasione per insegnare ai soldati i valori della tolleranza e della diversità. Al che Valenzuela, irritata, avrebbe “consigliato” a Monk di mettersi sulla sua stessa lunghezza d’onda per non rischiare di perdere il posto.

IL SILENZIO COLPEVOLE. Il maggiore avrebbe inoltre ordinato al sergente di dirle cosa pensasse delle persone che si oppongono al matrimonio gay: costoro discriminano gli omosessuali o no? Monk, impaurito dalle possibili conseguenze di una sua eventuale risposta, avrebbe perciò detto a Valenzuela di non poter rispondere alla sua domanda. E per questo sarebbe stato sollevato dal servizio. «Sono stato licenziato di fatto per non aver avallato la posizione del mio comandante sul matrimonio gay», ha detto il soldato a Fox News.

VERSO L’INCRIMINAZIONE. Per di più adesso Monk rischia di essere processato da una corte marziale perché – come riferisce il sito Breitbart che ha parlato con Mike Berry, legale del sergente – l’Air Force sta indagando su di lui per violazione dell’articolo 107 del codice militare, che punisce il reato di false dichiarazioni ufficiali. È stato del tutto inutile tentare di spiegare agli investigatori dell’aviazione militare che quelle parole consegnate ai giornali non erano affatto “dichiarazioni ufficiali”. Quando Monk e Berry si sono presentati nell’ufficio dell’inquirente per quello che immaginavano essere un normale interrogatorio per una procedura disciplinare, il sergente si è sentito pronunciare in faccia il classico Miranda Warning. Come i sospettati dei film. «Tutto quello che dirà qui potrà essere usato contro di lei in tribunale…».

 Tempi.it


   

 

 

1 Commento per “Usa, militare rifiuta di sostenere le nozze gay: rischia la corte marziale”

  1. Il “disegno” sembra chiaro.. Voi stessi lo avete ben spiegato :

    –>>Abbiamo speso 20 miliardi di euro per campagne pro-gay e aborto

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -