M5S sul tetto di Montecitorio. Boldrini: ”Fatto grave, con costi”

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6 set. – I deputati del Movimento 5 stelle sono saliti e hanno occupato il tetto di Montecitorio per protestare contro il ddl Costituzionale sulle riforme. I 5 Stelle hanno srotolato un mega striscione con su scritto ‘la Costituzione è di tutti’, calandolo sulla facciata. Dal tetto hanno inoltre lanciato volantini per spiegare i motivi della protesta.

Protagonisti del gesto 12 parlamentari M5S: si tratta di Laura Castelli, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista, Alessio Villarosa, Manlio Di Stefano, Dalila Nesci, Sergio Battelli, Filippo Gallinella, Maria Edera Spadoni, Massimo Artini, Giuseppe D’Ambrosio. I dodici deputati hanno portato con loro dei trolley per poter rimanere ad oltranza.

“Ci hanno costretto. Non ascoltano i cittadini. Non vogliono il cambiamento – scrive su Facebook Di Battista, in diretta dal tetto – I partiti non vogliono il cambiamento. Vogliono che l’Italia continui a sprofondare. Noi non ci stiamo. Siamo stati votati per portare un cambiamento. Parte del Paese è sordo, volutamente tenuto all’oscuro. Per svegliarlo servono gesti eclatanti, nonviolenti ma eclatanti. E’ tempo di svegliarsi. Tutti. A riveder le stelle!”. Mentre Di Stefano dice che resteranno ”sul tetto finché non cambia qualcosa. La Costituzione è del popolo, non dei partiti. Stiamo sui tetti come gli operai che occupano le fabbriche”.

Beppe Grillo ha postato una foto che ritrae la facciata di Palazzo Montecitorio con lo striscione srotolato. “Sul tetto spettacolo a 5 Stelle” scrive Grillo. E’ stato lui stesso, mentre i 12 deputati salivano in cima al Palazzo, ad annunciare con un tweet il “gesto eclatante” dei grillini: “La Costituzione è di tutti. I parlamentari M5S sul tetto in sua difesa!”. Per evitare fughe di notizie solo pochi deputati 5 Stelle, a quanto si apprende, erano a conoscenza della protesta.

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha convocato l’Ufficio di presidenza. “Il nostro regolamento dà tante possibilità per fare un’opposizione costruttiva, ogni tipo di opposizione. Non c’è bisogno di fare gesti così eclatanti, non è che da qui verrà qualcosa di meglio per il Paese. E’ un fatto grave” ha detto Boldrini ai giornalisti, prima di prendere parte all’Ufficio di presidenza.

“Spero che non si faccia male nessuno – ha aggiunto – che non ci siano problemi dopo aver fatto questa rimostranza”, anche considerando che “sul tetto ci sono tubi e cose pericolose, è una sorta di cantiere. Quello che dovevano dimostrare l’hanno già dimostrato. Ripeto: il nostro regolamento offre tanti strumenti per fare opposizione, non c’era bisogno di ricorrere a questa violazione dell’Istituzione. Tanto più quando, mi dicono, vengono esposte bandiere di partito. Se è così, non si capisce nemmeno più il senso. Questo è il Palazzo, è la Camera. Fare un’azione così per dimostrare di essere migliori è qualcosa che non si capisce”.

Non solo. Boldrini ha sottolineato anche i costi che questa protesta “comporterà. Dovete immaginare che sul tetto – ha rimarcato – ci sono una ventina di assistenti, un numero cospicuo di vigili del fuoco e sono stati allertati medici, infermieri e ambulanze. I costi per il Palazzo non sono stati quantificati, ma ci sono”.

A stretto giro la replica di Di Battista: “Le parole di Boldrini sono pretestuose e strumentali, si preoccupi piuttosto del fatto che stanno tentando di stravolgere la Costituzione. I costi della politica non li ha aboliti, mentre le ricordo che noi siamo gli unici ad aver rinunciato ai quattrini”.

Su indicazione di Boldrini, il questore della Camera, Gregorio Fontana, è salito sul tetto di Montecitorio. Ma i parlamentari grillini sono decisi a restare “fin quando ce ne sarà bisogno”. Non solo. Minacciano infatti di salire ancora più in alto, sul campanile, ha riferito il questore.

I deputati potrebbero essere chiamati a risarcire i costi che l’occupazione comporta. Ne ha discusso l’Ufficio di presidenza di Montecitorio che è stato aggiornato a lunedì per prendere una decisione sul caso. Il rinvio dell’Ufficio di presidenza è stato motivato anche dall’esigenza di concludere un’istruttoria sui fatti, anche perché un altro striscione simile a quello esposto a Montecitorio è ‘apparso’ anche a palazzo Marini. Nel corso della riunione dell’organismo Boldrini ha ribadito le critiche verso l’iniziativa: “Un episodio di eccezionale gravità, una forma di protesta assolutamente estranea alle regole della Camera che lede gravemente il prestigio delle istituzioni”. E’ stato il questore della Camera Stefano Dambruoso ad annunciare l’intenzione di chiedere il risarcimento dei costi sostenuti dall’amministrazione per l’occupazione del tetto. Proposta appoggiata dal leghista Davide Caparini e da Roberto Giachetti, del Pd.

In Aula, l’iniziativa dei grillini ha scatenato polemiche. Tra gli altri, Ettore Rosato del Pd ha chiesto di far finire la “pagliacciata dell’occupazione del tetto”. Stessa richiesta da parte di Paolo Sisto, del Pdl. “Ancora una volta, per distrarre l’attenzione dalle loro profonde divisioni interne, i 5 stelle si esibiscono in inutili e alquanto folcloristiche proteste” ha dichiarato il presidente dei deputati Pd, Roberto Speranza.

In difesa della Costituzione il M5S è sceso anche in piazza con volantini e t-shirt. Un centinaio di attivisti si sono dati appuntamento a San Silvestro per dire no al ddl del governo sulle riforme costituzionali, in vista del voto di martedì alla Camera. (Adnkronos/Ign)



   

 

 

1 Commento per “M5S sul tetto di Montecitorio. Boldrini: ”Fatto grave, con costi””

  1. Si preoccupa dei costi la Boldrini, vergognati per i privilegi a cui non volete rinunciare, ipocrita!

Commenti chiusi

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