Grillo: “Chi vuole guardarsi l’ombelico si tiri fuori. Siamo in guerra, presto un nuovo V-Day”

grillo_beppe_web--400x300Roma, 4 set. (Adnkronos) – “Presto faremo il terzo VDay. Tenetevi pronti”. Beppe Grillo ‘chiama’ alle armi i suoi e annuncia, in un post sul blog dal titolo ‘Siamo in guerra’, un nuovo V-Day: “Chi vuole guardarsi l’ombelico si tiri fuori. Il M5S non è il suo ambiente”.

“Kasparov, il campione sovietico, diceva che gli scacchi sono il gioco più violento che esiste – scrive Grillo – ed è una partita a scacchi con un Sistema Organizzato a norma di legge quella in corso da anni in Italia. Una partita che ha mandato a morte giudici, fatto esplodere bombe, espulso silenziosamente dalla scacchiera giocatori avversari in tutti i settori della società. E’ avvenuto nella politica, nell’informazione, nelle grandi industrie, nell’arte. Chi è nel Sistema deve far parte del Sistema, sia questi un politico, un cantante, un industriale”.

“L’occupazione degli spazi della scacchiera è continuo – incalza il leader M5S – incessante, a colpi di leggi, di disinformazione, dell’utilizzo di ogni regola fatta su misura. Ogni casella disponibile va presidiata. Parafrasando Karl von Clausewitz: ‘la politica non è che la continuazione della guerra con altri mezzi’. Il MoVimento 5 Stelle non è violento, ma è rivoluzionario. Vuol cambiare la società, restituire ai veri giocatori, i cittadini, la scacchiera, il gioco. Cambiare in senso democratico la Costituzione e lo Stato. Il M5S e’ una variabile che il Sistema, non solo quello nazionale, non aveva previsto e ha quindi reagito con ogni mezzo possibile per escluderlo dal gioco”.

Per Grillo “il M5S e’ condannato dalla sua stessa natura a vincere la partita o a perderla irrimediabilmente. I pezzi bianchi non possono allearsi con quelli neri. A differenza degli scacchi in questa partita non e’ previsto il pari, ma solo lo scacco matto. Siamo in guerra, una guerra che decidera’ il destino di questo Paese per il prossimi decenni. O ci sara’ una svolta o una lenta stagnazione con facce nuove a proteggere i vecchi interessi di sempre”.

 “Le giovani generazioni non hanno un futuro – prosegue Grillo – laureati e diplomati hanno lasciato l’Italia a centinaia di migliaia in questi anni alla ricerca di lavoro e di opportunita’. Sono loro i nostri rifugiati politici costretti ad espatriare, come i siriani, come i libici. Prendono il treno al posto dei barconi. Come in tempo di guerra, lasciano le loro case bombardate dalla corruzione e dall’arroganza della classe politica”.

“Non è più tempo di parlarsi addosso – tuona il leader stellato – ma di azioni, di segnali, di presenze. Il Parlamento si e’ dimostrato una scatola di tonno vuota, il contenuto lo aveva gia’ divorato da tempo il Sistema. Bisogna tornare nelle piazze e pretendere che la Rai diventi una casa di vetro, oggi e’ solo uno strumento di propaganda in mano ai partiti. Con i fatti, non con le parole. Chi vuole guardarsi l’ombelico si tiri fuori. Il M5S non e’ il suo ambiente”.

 A pochi minuti dalla pubblicazione del post, durante l’assemblea dei senatori M5S, Sara Paglini ha accolto la notizia del nuovo V-Day: ”Prepariamo l’elmetto, siamo in guerra”.

 Intanto, in mattinata, il senatore stellato Luis Alberto Orellana ha aperto al dialogo: “Sono per il dialogo come lo eravamo ad aprile scorso”, anche se si è trattato di un “dialogo infruttoso. Parliamo solo di se, si tratta solo di ipotesi che non si concretizzeranno, ma non bisogna avere tabù. In Sicilia – ha detto – abbiamo un’alleanza in corso, lì non è un tabù. A Ragusa abbiamo vinto perché ci siamo fatti aiutare da altri”.

 “Siamo in 50 – ha fatto notare – non possiamo pensare di fare un governo in 50 e non possiamo metterci paraocchi con dei no assoluti”.

Orellana non nasconde la sua amarezza per la mancanza della cosiddetta piattaforma con la quale confrontarsi con la Rete. “Questa è la mia posizione – dice – ma non so quanto sia condivisa. Lo è soprattutto da chi mi scrive sulla mail del Senato, su Fb mi scrivono altro. Se la piattaforma non arriva in tempi velocissimi stiamo facendo portavoce non so di chi e di che”.



   

 

 

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