Febbre del Nilo, donna muore in ospedale a Reggio Emilia

febbre-niloReggio Emilia, 4 set. – C’e’ una vittima del virus West Nile in Emilia Romagna: una paziente di 82 anni, residente a Poviglio, nel reggiano, gia’ affetta da una grave sindrome immunodepressiva, e’ deceduta all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Dei quattro casi risultati positivi, informa l’Ausl, due pazienti sono gia’ stati dimessi, mentre uno e’ ancora ricoverato e le sue condizioni sono in netto miglioramento.

La malattia non puo’ essere trasmessa da uomo a uomo mediante contatto diretto o indiretto, ma solo attraverso la puntura di una zanzara infetta. Sono sette i casi di malattia neuroinvasiva da West Nile virus rilevati in Emilia-Romagna. Ai sei casi rilevati nelle province di Modena e Ferrara si e’ aggiunto un ulteriore caso a Modena. I pazienti sono ricoverati in reparti ospedalieri e presentano quadri clinici di diversa gravita’: per cinque persone la situazione clinica e’ in via di miglioramento, per una persone rimane complessa.
Gia’ dalla fine di luglio, il sistema di sorveglianza entomologica e veterinaria aveva rilevato una importante circolazione del virus in zanzare comuni e volatili nelle aree della bassa pianura dapprima nelle province di Modena e Bologna, poi in quelle di Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.
Come previsto dal Piano regionale di sorveglianza delle arbovirosi, e’ attiva la sorveglianza sanitaria in tutta la regione su casi sospetti di malattia neurologica che siano compatibili con la sintomatologia da West Nile virus.
La Regione ha inoltre attivato nelle province interessate misure di controllo specifiche sulle donazioni di sangue e su quelle di organi e tessuti.
La Regione Emilia-Romagna ha inviato successive note ai Comuni e alle Aziende Usl con indicazioni per la sorveglianza e il controllo del virus. A tutti i Comuni delle aree interessate e’ stato chiesto fin dalla fine luglio di intensificare gli interventi di contrasto alla proliferazione della zanzara, sia con l’applicazione sistematica e accurata della lotta antilarvale sia con interventi straordinari contro gli insetti adulti, in caso di manifestazioni all’aperto in ore serali che comportino la presenza di molte persone.
L’abbassamento di temperatura degli ultimi giorni potrebbe limitare la proliferazione di zanzare; tuttavia la stagione di potenziale sviluppo si puo’ protrarre fino a fine settembre primi di ottobre, pertanto ai Comuni e alle Aziende sanitarie e’ chiesto di mantenere e rafforzare le iniziative informative rivolte ai cittadini sulle misure preventive di protezione dalle punture di zanzara.
Continua infine il controllo entomologico e veterinario, con catture di zanzare e uccelli selvatici (il potenziale serbatoio del virus) per raccogliere maggiori informazioni sull’entita’ della circolazione da virus West Nile, prosegue il monitoraggio sperimentale per indagare sulla diffusione dei pappataci e sulla circolazione dei microrganismi di cui possono essere vettori.
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile).
Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’eta’ della persona.
I sintomi piu’ gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi piu’ gravi (circa 1 su mille) il virus puo’ causare un’encefalite letale o esiti permanenti.

La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.
Le misure per proteggersi vanno applicate, in considerazione delle abitudini crepuscolari di questo insetto, nelle ore serali-notturne (da maggio a novembre). All’interno degli edifici il metodo piu’ efficace e’ l’utilizzo di zanzariere, a maglie strette, applicate a porte-finestre e finestre, ma anche direttamente sul letto; in alternativa, e’ possibile utilizzare, sempre con le finestre aperte, zampironi o apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine.
Nei luoghi all’aperto dovrebbero essere indossati indumenti di colore chiaro – quelli scuri o colorati sono piu’ attrattivi per gli insetti – che coprano il piu’ possibile (con maniche lunghe e pantaloni lunghi). Vanno evitati i profumi, le creme e i dopobarba in quanto attraggono gli insetti.
Un buon livello di protezione e’ assicurato dall’uso di repellenti cutanei per uso topico (direttamente sulla pelle).
Le sostanze repellenti applicate sulla cute ostacolano, infatti, il raggiungimento della pelle da parte della zanzara, impedendo ai sensori delle zanzare di intercettare i vasi sanguigni.

Questi prodotti vanno applicati sulla cute scoperta, compreso il cuoio capelluto. Occorre ripetere il trattamento dato che i prodotti evaporano rapidamente e vengono eliminati con la sudorazione. Nell’uso di questi prodotti bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulla confezione e va adottata grande cautela con i bambini o su pelli sensibili. I repellenti non vanno applicati sulle mucose (labbra, bocca), sugli occhi, sulla cute abrasa; possono essere invece spruzzati sui vestiti per aumentarne l’effetto protettivo.



   

 

 

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