Marchionne ricatta il governo: “è ineludibile” una “condicio sine qua non per Fiat in Italia”.

TELECOM: BERSANI, NON ESCLUDO TEMA SEPARAZIONE RETE IN DDL.TORINO, 2 Settembre 2013 – Un intervento legislativo sulla rappresentanza e l’esigibilità dei contratti “è ineludibile”, una “condicio sine qua non per la continuità stessa dell’impegno industriale di Fiat in Italia”. Lo afferma il Lingotto.

“La Fiom rientra in fabbrica dalla porta principale”, ora Fiat “rimuova tutte le discriminazioni e si affronti il vero nodo: il futuro produttivo e occupazionale del Gruppo in Italia”. Lo dichiara il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini dopo che il LIngotto ha comunicato al sindacato che accetterà la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. ”In questo modo l’azienda – spiega Fiat – intende rispondere in maniera definitiva ad ogni ulteriore strumentale polemica in relazione all’applicazione della decisione della Suprema Corte. Peraltro questa fissa, come ovvio, un principio di carattere generale – la titolarità dei diritti di cui all’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori alle Organizzazioni sindacali che abbiano partecipato alle trattative per la sottoscrizione dei contratti applicati in azienda – la cui riferibilità alla Fiom nella concreta situazione Fiat è più che dubbia”.

E’ indubbio che l’esigibilità dei contratti dà certezze nelle relazioni sindacali, ma subordinare a questo l’impegno industriale di Fiat in Italia è un errore”. E’ la replica di Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, alle dichiarazioni della Fiat. ”Per noi – aggiunge – la Fiat deve fare gli investimenti anche perché ha sottoscritto un accordo in particolare per quanto riguarda Mirafiori. Gli investimenti a Melfi, Pomigliano, Grugliasco e Sevel dimostrano che gli accordi garantiscono la fattibilità degli investimenti”.

Da Genova a margine della festa Democratica Nazionale il leader della Uil, Luigi Angeletti sottolinea che gli accordi che noi abbiamo fatto con Marchionne li abbiamo sempre rispettati e quindi pretendiamo che Marchionne li rispetti”.

”Per noi gli investimenti vanno rispettati, non possono essere subordinati a un intervento legislativo pur importante e necessario”, sostiene il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. ”Per gli investimenti c’è stata con la Fiat una fase di confronto molto sofferta. Chiediamo il rispetto degli impegni assunti dall’azienda in Italia”.

ansa

 



   

 

 

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