Anziani: in Australia si discute dell’eutanasia come «misura economica»

eutanasia31 ago – L’eutanasia è una misura economica, e non soltanto una pratica per mettere fine alle sofferenze di un individuo. Lo sostiene Philip Nitschke, australiano, medico, fondatore di Exit International, organizzazione no profit che dal ’97 promuove la dolce morte e il suicidio assistito in tutto il mondo. Il medico è candidato col partito VEP (Voluntary Euthanasia Party) al Senato australiano in vista delle prossime elezioni e, in un articolo apparso nei giorni scorsi sul Canberra Times, non si fa problemi a tracciare un percorso dove l’Australia possa fare ancora da battistrada, come accadde nel 1995 «quando il Territorio del Nord fu il primo posto nel mondo a rendere legale il diritto di un paziente a chiedere un’iniezione letale volontaria e legale».

I COSTI DELL’ANZIANITÀ. Qui ci sono le difficoltà economiche di uno Stato, che riceverebbe notevoli vantaggi dall’introduzione di misure eutanasiche mirate. «Per il tempo in cui la comunità ha discusso il nostro diritto a morire, c’è un altro filo parallelo del dibattito che merita fortemente di essere considerato. Infatti è un tema tanto controverso che non si è mai osato chiamarlo col suo nome. Questo argomento è il consistente (e crescente) costo economico di mantenere in vita contro il loro volere gli anziani e i malati gravi».
Il medico si chiede cosa può succedere se si provasse a traslare l’eutanasia volontaria in termini economici, tema che da tempo sta dominando il dibattito politico in Australia. A sostegno della sua tesi, riporta alcuni dati, a partire da quanto calcolato dieci anni fa dall’Australian Institute of Health and Welfare: circa il 30 per cento delle spese mediche per gli “over 65” sono andate in fumo nell’ultimo anno di vita degli stessi.

«INDIVIDUI FRAGILI CON BISOGNI PESANTI». In Canada invece si calcola che il 21,3 per cento del budget sanitario è succhiato da un misero 1,1 per cento della popolazione. Tra le spese destinate poi agli “over 85” il 48 per cento finisce in cure ospedaliere: «L’alto costo della morte – dice Nitschke citando l’autore dello studio – deriva da “fragili individui con pesanti bisogni e per un periodo esteso”. Gente come mia madre, intrappolata in una casa di riposo».
Il progetto di Nitschke, bontà sua, non vuole affatto di costringere i malati a morire contro la propria volontà, ma semplicemente considerare la questione anche in questi termini, «specialmente se centinaia di migliaia, se non milioni di dollari del budget sanitario possono essere risparmiati o re-indirizzati. Quanti presidi rurali nelle comunità aborigene possono essere creati con questo risparmio?»

Tempi.it


   

 

 

1 Commento per “Anziani: in Australia si discute dell’eutanasia come «misura economica»”

  1. Nulla di nuovo..per questo occidente allo sbando.
    L’Australia rappresenta un buon banco prova per queste follie :

    Altri due (menti) italiane in Australia sentenziano :
    Alberto Giubilini e Francesca Minerva, autori di un articolo dall’incredibile titolo “Aborto dopo la nascita,—>>> perche’ il bambino dovrebbe vivere?”

    “Se i criteri come i costi (sociali, psicologici,–>> ECONOMICI) per i potenziali genitori sono buone ragioni per avere un aborto anche quando il feto e’ sano, se lo status morale del neonato e’ la stessa di quella del bambino e se non ha alcun valore morale il fatto di essere una persona potenziale, le stesse ragioni che giustificano l’aborto dovrebbero anche giustificare l’uccisione della persona potenziale quando e’ allo stadio di un –>neonato”

    Nitschke dovrebbe considerare che di sprechi l’Australia ne fa tanti, senza AMMAZZARE bambini e anziani potrebbero evitare di dilapidare milliardi di dollari sperperati nella lotta alla CO2 per un riscaldamento globale inesistente.

    La recente tassa sulla CO2 mettera’ in ginocchio l’economia.
    Imponendo la delocalizzazione delle aziende (come da noi del resto) in paesi liberi da questi grandi pensatori del male assolluto.

    Per inciso…L’Australia è il maggiore Paese esportatore di carbone al mondo e ha lanciato nuovi progetti di estrazioni. 😉

    Nelson Mandela disse:
    L’istruzione è l’arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo.

    Io aggiungerei che l’occidente e’ allo sbando proprio per questa deliberata volonta’ di creare popoli disinformati, schiavi e non padroni della scienza e tecnologia.

    IGNORANTI MANIPOLATI DA CRIMINALI che si illudono far andare acciaierie con gli aquiloni, aerei e navi con pannelli solari..

    LA CRISI NON E’ ECONOMICA!! E’ INTELLETTUALE!!!

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2018 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -