Siria, Francia: rispondere con la forza all’uso di armi chimiche

FABIUS24 ago. – Se l’attacco con armi chimiche sui civili in Siria fosse confermato, la comunita’ internazionale “deve rispondere con la forza”: e’ l’avvertimento del ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, il quale ha pero’ precisato che “non si tratta di inviare truppe sul terreno”.
“Se il Consiglio di sicurezza dell’Onu non e’ in grado di prendere decisioni, bisogna rispondere in un latro modo”, ha aggiunto. Intanto sui presunti attacchi con il gas nervino serve la massima “chiarezza”.

Lo ha stabilito il Consiglio di sicurezza dell’Onu nel corso della riunione straordinaria di ieri sera a New York sulla scia degli attacchi con presunte armi chimiche avvenute nei dintorni di Damasco. Ma non c’e’ stato accordo in seno al Consiglio per chiedere formalmente una inchiesta dopo l’ultima denuncia dell’opposizione siriana, secondo la quale 1.300 persone sono morte ieri in un attacco chimico lealista a est di Damasco. Il nulla di fatto e’ stato causato dal dissenso di Russia e Cina, due membri permanenti. Sulla vicenda e’ intervenuta anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, secondo la quale la “cosa piu’ importante e’ riuscire a fare chiarezza” sull’attacco al gas nervino denunciato mercoledi’ dall’opposizione siriana a est di Damasco. “Ci siamo mossi”, ha sottolineato la titolare della Farnesina, “per chiedere che gli ispettori dell’Onu” presenti nel Paese “siano autorizzati a un’immediata inchiesta sull’episodio perche’ la gravita’ non sfugge e a nessuno ed e’ importante riuscire a capire da un’organizzazione terza cosa sia veramente successo”. (AGI) .



   

 

 

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