Sentenza choc, tunisino scarcerato: avrebbe stuprato una donna in modo “attenuato”

giust13 ago – Nonostante il parere negativo della Procura generale della Cassazione, la Suprema Corte – con la sentenza 34945 – ha dato il via libera alla sospensione dell’esecuzione della pena (beneficio previsto per chi ha condanne inferiori ai tre anni), e dunque all’uscita dal carcere se non detenuti per altra causa, ai condannati per violenza sessuale che hanno commesso stupri in vicende di “minore gravità”, come le definisce l’art. 609bis del codice penale che prevede già, in simili ipotesi non meglio specificate, forti riduzioni sull’entità della condanna.

A beneficiare di questa decisione, emessa dalla Sezione feriale della Suprema Corte, è stato un tunisino di 28 anni, Bilel B.,condannato per violenza sessuale, nella fattispecie definita “attenuata”, a un anno e otto mesi di reclusione. All’imputato, la Corte di Appello di Roma – giudice dell’esecuzione – aveva negato la sospensione dell’esecuzione del residuo pena pari a dieci mesi e 23 giorni di carcere, tolto quanto già scontato in cella, sostenendo che proprio la natura del reato commesso, indipendentemente dalla sua gravità o tenuità, era “ostativa alla sospensione dell’esecuzione della pena”.

Ma la Cassazione, accogliendo il ricorso dell’avvocato Monica Schipani, legale di Bilel B., ha sottolineato che “il condannato per violenza sessuale, di riconosciuta minore gravità, non è soggetto a limitazione nell’accesso ai benefici penitenziari, diversamente dai condannati per altri delitti in materia di libertà sessuale e per lo stesso reato di violenza sessuale, ove non attenuato”. Anche in questi altri casi, rilevano i supremi giudici, la sospensione della pena può essere concessa ma “solo sulla base dell’osservazione scientifica della personalità condotta collegialmente per almeno un anno” anche con la “partecipazione di esperti”.

secoloditalia



   

 

 

10 Commenti per “Sentenza choc, tunisino scarcerato: avrebbe stuprato una donna in modo “attenuato””

  1. Quindi se il marito della donna spacca le ossa al tunisino rattuso, usando i guantoni da boxe, non rischia nulla ,è violenza “attenuata”, o no signor giudice?

  2. E’ uno schifo!!! L’Italia è diventata una scuola di delinquenza

  3. Bene, allora si metterà in atto che se la famiglia di questa povera ragazza va a prendere a bastonate il tunisino, non rischierà la condanna!!! Allora faciamo così: togliamo le leggi e che ognuno se le fa da se!!!

  4. Chi sceglie questi Giudici? quali sono le “qualità” che devono avere per emettere sentenze “in nome del popolo Italiano”, mi sembra che sempre più spesso, le sentenze emesse da queste corti supreme, vadano in forte opposizione con il normale sentore del popolo, da anni si chiedono pene severe per femminicidi, stupri, omicidio stradale ecc. ecc. e cosa succede? queste sentenze uccidono le aspettative del popolo Italiano, non è ancora arrivato il momento di cambiare questa classe giudicante? possibile che in Italia non si possa arrivare ad avere una classe dirigente politica e giuridica a livello di altri paesi più civili del nostro?

  5. che vuol dire stuprare in modo attenuato? stupro è stupro,ma hanno figlie,mogli madri questi giudici?da che mondo vengono?

    • Certo che anche l’avvocatessa che lo ha difeso è una campionessa di etica e di moralità. Chissà come reagirebbe se un giorno gli stuprassero in modo attenuato suo figlio????
      A certi “avvocati” basta mettere qualche euro sotto il naso e 5 minuti di gloria….

  6. Il Giudice di m…… perché non si fa in modo soft . Un gran farabutto . Chi ? Tutti e due , giudice e giudicato.

  7. Se colpisci lo straniero vai in galera e tutti i mezzi di informazione ti additano al pubblico disprezzo ed alla condanna.
    Ho un’idea, perché, a scopo puramente pratico, non si colpiscono i giudici che emettono simili sentenze o qualche uomo politico di quelli favorevoli alla immigrazione?
    Bianchi che colpiscono altri bianchi, nessuno avrebbe più altro da obiettare: si tratterebbe di giustizia all’interno di una medesima “razza” e quindi derubricata a semplice delitto fra persone del medesimo “gruppo sociale” e verrebbe a cadere l’aggravante – (peccato mortale) – dell’odio etnico.

  8. Complimenti vivissimi all’avvocato, al giudice e al legislatore! Se questa è l’Italia io non sono più italiana. Vergogna!

Commenti chiusi

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