Pedofilia: nordafricano adesca 13enne su Facebook, arrestato

arrestMilano, 9 ago. – Nella serata di ieri i carabinieri di Milano hanno identificato e ricondotto dai genitori una 13enne che si era allontanata da casa per trascorrere la notte con un uomo conosciuto attraverso Facebook. I due si frequentavano dal maggio scorso.

L’uomo, un egiziano 29enne, e’ stato tratto in arresto in base all’articolo 609 quater del codice penale, che punisce atti sessuali con under 14, anche se consenzienti .

Dopo aver adescato una ragazzina di 13 anni su Facebook, è riuscito a convincerla ad andare con lui in un albergo di Milano. L’uomo, egiziano, è stato arrestato con l’accusa di atti sessuali con una minore di 14 anni e sottrazione della ragazzina alla potestà dei genitori. Sono stati quest’ultimi, allarmati per la scomparsa, a far scattare le indagini, con intercettazioni per ricostruire i contatti tra l’extracomunitario e la vittima.

L’arrestato, stando alle indagini, è un irregolare e senza fissa dimora, ma nonostante ciò era riuscito a mettersi in contatto con la ragazzina su Facebook, dove è presente, stando a quanto accertato dagli investigatori, con quattro alias diversi. L’uomo sarà interrogato dal gip lunedì.

Un “contesto torbido” in quell’albergo –
Altre ragazzine, persino di 11 e 12 anni, potrebbero essere state portate in quell’albergo “a ore”. Il particolare emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il gip di Milano scrive, infatti, che sono ancora in corso “accertamenti” sul “ruolo” di un’amica della 13enne, “di due amiche di quest’ultima (di anni 11 e 12) e di due amici di Samir di 20 e 22 anni. I protagonisti della vicenda sono tutti da identificare compiutamente, ma pare accertato che siano coinvolti “in atti sessuali nel medesimo albergo in cui la ragazzina ha passato la notte del 29 maggio”. Il gip parla, tra l’altro, di un “gravissimo ed allarmante episodio” e di un “torbido contesto”.

Nell’ordinanza, inoltre, si fa presente che l’egiziano irregolare era “destinatario di un ordine del questore della Provincia di Milano a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni” emesso lo scorso 10 marzo, e di un analogo provvedimento firmato, quasi tre anni prima, dalla Questura di Pavia. Il gip tra le esigenze cautelari segnala, infine, la possibilità da parte dell’uomo di “influire sulla minore in modo da concordare una versione dei fatti ‘di comodo'”. I due, infatti, si sentivano ancora al telefono fino al mese scorso.



   

 

 

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