Sauditi a Putin: 15 mld di dollari per mollare Assad. Lui rifiuta

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8 ago – Vladimir Putin ha respinto la proposta saudita di firmare una mega-commessa di armi e ottenere più influenza nel mondo arabo in cambio della fine dell’apppoggio della Russia a Bashar al-Assad. Lo sostengono fonti diplomatiche sentite dall’agenzia Afp e analisti russi, anche se per ora non c’è stato alcun commento ufficiale né sulla proposta, né sul possibile ‘niet’ russo.

Il leader del Cremlino ha ricevuto lo scorso 31 luglio il principe Bandar ben Sultan, potente capo dei servizi di spionaggio sauditi. L’emissario di Riad, secondo un diplomatico europeo attivo nella regione, ha spiegato che il suo Paese “è pronto ad aiutare Mosca a giocare un ruolo più importante in Medio Oriente nel momento in cui gli Usa sono piuttosto sulla linea del disimpegno”. Inoltre, avrebbe proposto a Putin l’acquisto di armamenti russi per 15 miliardi di dollari, oltre a investimenti “considerevoli”. L’asso nella manica del principe saudita sarebbe poi stata un’assicurazione sul versante energetico: “indipendentemente dal regime” che potrebbe prendere il potere in Siria, in cambio della svolta anti-Assad l’Arabia Saudita garantirebbe alla Russia un divieto di transito del gas di Paesi del Golfo in territorio siriano, evitando a Mosca qualsiasi tipo di concorrenza in tal senso. In pratica, i sauditi prospettano a Putin di farsi garanti di una parte cruciale degli interessi economici russi, ruolo già giocato dallo stesso Assad, che nel 2009, ad esempio, non firmò con il Qatar un progetto di costruzione di un gasdotto per collegare il Golfo all’Europa, per non danneggiare l’alleato russo.

Putin, secondo i resoconti delle fonti diplomatiche, avrebbe ascoltato con attenzione e molto educatamente l’interlocutore saudita, per poi lasciare intendere che non se ne farà niente: “nessun cambio di strategia malgrado queste proposte”. A quel punto l’inviato saudita, riferisce sempre il diplomatico, “ha fatto capire ai russi che l’unica opzione sul tappeto a questo punto diventa quella militare e che bisogna scordarsi della conferenza Ginevra 2, poichè l’opposizione non parteciperà”.

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