Lo Stato mette i cittadini uno contro l’altro. Multe se non fai il delatore

lotta8 ago – Matrimoni, funerali, affitti o prestazioni mediche. La bomba termonucleare finale del fisco è il contribuente. O meglio un questionario – previsto già da una Dpr del 1972 (ma rinfrescato e aggiornato nel 2006 dall’allora ministro Visco) – che viene recapitato in queste settimane per raccomandata dalla Guardia di Finanza (o dall’Agenzia delle Entrate) a chi abbia avuto un lutto, sia convolato a nozze oppure abbia usufruito di prestazioni mediche o servizi artigianali (fabbro, idraulico, installatore di infissi). Il sistema è semplice ed è già stato adoperato con successo (e incassi) in Puglia e Sicilia nel 2011.

Euro, Europa, Eurocrati: Mostri al potere

Visto il successo dei test ora le Fiamme Gialle – ha anticipato ieri Repubblica – cercano di arruolare un esercito di collaboratori più o meno spontanei. Infatti la norma prevede una sanzione non proprio ridicola a chi non dovesse rispondere entro 60 giorni dal ricevimento del primo questionario. Una bella cartella che può variare dai 258 ai 2.065 euro, oltre alla convocazione in comando e una bella strigliata per aver mentito. O una denuncia per falsa testimonianza.Matrimoni e lutti possono essere desunti dall’anagrafe, ma come fanno i segugi delle Entrate e delle Fiamme Gialle a scoprire che siamo andati dal dentista e non c’è stata consegnata la fattura? Semplice. Certo l’attività ispettiva e di controllo dei dati telematici si è molto affinata (controllo dei redditi, delle spese, dei conti bancari  delle proprietà). In più ci sono le verifiche e gli accertamenti in loco.

Un esempio. Se il nostro dentista infedele, incappato in un accertamento, nell’agenda degli appuntamenti, ha segnato per settimane e mesi il cognome del paziente, ma poi non ha rilasciato scontrini (o ne ha emessi di basso importo), è presumibile che abbia evaso. E quindi il questionario non fa altro che confermare quanto il fisco già ha accertato. Insomma, rafforza l’azione giudiziaria contro l’evasore. Nella missiva della Gdf si sottolinea che la compilazione è obbligatoria; i “non ricordo” non sono ammessi. Altrimenti scatta la sanzione e comunque viene rispedito il formulario. Però il contribuente-cliente riceve almeno la rassicurazione che se risponderà in maniera veritiera non passerà guai. Un modo un po’ contorto ma che in alcuni casi ha funzionato.  […] liberoquotidiano



   

 

 

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