Il ministro Kyenge ha anche un marito

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Cecile_Kyengedi: Anna Bono – Ripreso il 31 luglio dal quotidiano telematico www.imolaoggi.it, l’articolo riguardante il ministro Kyenge pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 30 luglio ha attirato l’attenzione di un lettore particolarmente coinvolto – Domenico, il marito del ministro – e la redazione del quotidiano ha pensato bene di segnalarne il commento ad Anna Bono, l’autore dell’articolo.

http://www.imolaoggi.it/?p=57673

Scrive Domenico, marito del ministro: “Cara Anna Buono sei poco informata e poco documentata. Nel tuo articolo ci sono tanti luoghi comuni e tante inesattezze. Io conosco la storia e le persone che hai citato. Ti garantisco che le figlie della Kyenge non hanno nessun problema di sicurezza e vivono una vita normale. Per la loro sicurezza basto io! La prossima volta documentati meglio oppure chiedi a chi sa prima di diffondere notizie frutto della tua fantasia-anche un po’ perversa”

Pazienza l’uso del “tu” e il cognome sbagliato – mi chiamo Anna Bono, non Buono – ma attribuirmi luoghi comuni, inesattezze, scarsa informazione e documentazione e addirittura una fantasia perversa non lo posso accettare: non tanto per me, quanto per coloro che mi leggono fiduciosi e soprattutto si fidano del quotidiano che ospita tanto spesso le mie analisi.

Desidero perciò assicurare i lettori de La Nuova BQ che della preoccupazione per le figlie espressa dal ministro si legge nell’intervista pubblicata sul quotidiano La Repubblica il 28 luglio, non mi sono inventata niente. Inoltre i pochi accenni alla vita del ministro sono tratti, come peraltro ho avuto cura di scrivere, dalle numerose sue biografie reperibili ad esempio on line.

Quanto alla situazione del suo paese di origine, la Repubblica Democratica del Congo, tutti i dati citati sono ricavati dal “Rapporto sullo sviluppo umano 2013” redatto dall’UNDP, l’autorevole agenzia ONU per lo sviluppo (anche questo è indicato nel testo) e le informazioni sulla storia del paese fino ai nostri giorni – lo stato di guerra nell’est, i milioni di morti, la sistematica pratica degli stupri, la drammatica scarsità di medici che induce anime sante come Chiara Castellani a svolgere la professione medica proprio in Congo invece che in Italia e tutto il resto – sono documentati da agenzie di stampa, testimonianze dirette (vedi Padre Locati, ad esempio), articoli scientifici e divulgativi, libri.

Per finire, non si contano gli studiosi africani e non che hanno studiato e descritto le istituzioni tribali che violano i diritti universali dell’uomo con conseguenze particolarmente drammatiche sulla condizione femminile.

Vorrei, per concludere, spendere qualche parola a proposito di una recente dichiarazione del ministro Kyenge, rilasciata in pubblico – il 29 luglio, a Cantù, alla festa del PD – e riferita nei giorni scorsi da dozzine di agenzie di stampa e mass media.

Ne cito due versioni tra le più quotate, leggermente diverse nella forma, ma non nella sostanza.

La prima: “Dato che la legge vieta di coprire il viso nei luoghi pubblici e per questo le donne arabe non possono portare il burqa, lo stesso principio deve valere anche per il velo delle suore. Perché non insistiamo su questo aspetto e lo facciamo togliere anche a loro?”
La seconda: “Il fatto che la legge obblighi a far vedere il viso deve valere per tutte le donne, comprese anche le suore, perché non insistiamo su questo aspetto? Il principio è sempre quello. Applichiamolo senza avere pregiudizi”.

Delle due (anzi, tre), una: o il ministro Kyenge non sa che cosa è un burqa (che copre e nasconde tutta la persona dalla testa ai piedi, l’intero viso, con una fitta grata di stoffa all’altezza degli occhi affinché chi lo indossa possa vedere qualcosa; peraltro, come è ben noto, più che le donne arabe lo indossano quelle afghane) o non ha mai visto in vita sua una suora (e neanche una monaca) e non sa come si vestono oppure ad attribuirle quelle parole è stata qualche altra “fantasia perversa”.

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4 Commenti per “Il ministro Kyenge ha anche un marito”

  1. nicola amoroso

    Ciao Anna ben detto!! io al tuo posto l’avrei mortificata! E’ quello che si meriterebbe per quello che le esce da quella bocca!

  2. Questo indica la non preparazione e all’incapacità di certi ministri neo eletti senza tirare in ballo tutte le teorie sul razzismo italiano che in realtà sta venendo alimentato dalla incapacità di rapportarsi del ministro al paese in cui vive già da molto tempo, per cui le sue continue pretese di scusa sono quasi sempre inutili perchè in realtà e lei che deve stare attenta a non offendere i cittadini italiani , visto poi anche i quotidiani del suo paese che recepiscono e scrivono ciò che vogliono di quello che lei dice non dicendo la realtà dei fatti, cogliendo ogni occasione per denigrare L’Italia, il paese dove la signora svolge il suo lavoro come rappresentante di questo stato , purtroppo la signora non ha la sensibilità necessaria a svolgere questo compito in quanto, è sensibile solo alle giuste rimostranze della gente che reagisce in conseguenza di ciò che lei fà, o dice,per quanto riguarda agli assist della comunità europea da parte di certi ministri od ex ministri cosidetti nord europei direi di guardare nei loro paesi cosa stà succedendo grazie proprio al modo di fare di questi ministri che si sono comportati o si comportano come il nostro ministro stesso , e poi prima di dire agli altri di essere razzisti guardino i loro paesi di origine dove in realtà ci sarebbe bisognodi una moratoria internazionale di far smettere certi genocidi nei confronti di popoli che ridiedono da sempre in quei paesi ma sono semplicemente di etnia diversa, e alla signora ministro ricordo che il suo civile popolo qualche decina di anni fà trucidò delle persone che avevano portato aiuto al suo paese, a quando le scuse di tutto ciò?

    • dimenticavo di scrivere che la giornalista a ragione nell’affermare quello che dice in quanto anche altri quotidiani hanno riportato le parole dette dal ministro

  3. Francesco Masi

    Bene sul piano della dialettica e del confronto civile delle idee e delle posizioni! Nò a chiusure con la stroncatura di accuse di razismo isterico!

Commenti chiusi

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