Avvocato keniano denuncia l’italia all’Aja: “responsabile per la crocifissione di Cristo”

crocifiss

3 ago – Dola Indidis è un avvocato keniano ed è determinatissimo a rendere giustizia nientemeno che a Gesù. L’uomo, infatti, sostiene che processo e crocifissione di Cristo siano stati illegali ed abbiano violato i diritti umani: per questo ha deciso di portare davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja sia l’Italia che Israele, in particolare Ponzio Pilato e l’Imperatore Tiberio.

Incredibile, ma vero, l’avvocato africano è determinatissimo: “E’ mio dovere – ha affermato – difendere la dignità di Gesù”. L’iniziativa fa veramente sorridere, ma Indidis la sta prendendo veramente sul serio: “Le prove di quello che dico sono nella Bibbia. E non si può screditare la Bibbia”, ha dichiarato l’avvocato al sito di informazioni Citizen News. Poiché Ponzio Pilato e Tiberio sono morti da circa 2000 anni, l’avvocato sostiene convintamente che la nazione di cui erano i rappresentanti sia proprio l’Italia, e che dunque il nostro paese vada ritenuto responsabile per la crocifissione di Cristo.

La Corte suprema del Kenia ha già rifiutato innumerevoli volte di ascoltare il signor Dola Indidis, che tuttavia non dispera: “C’è un’altissima probabilità di successo”, sostiene convintamente. Ma i suoi sogni di gloria si sono infranti su un portavoce della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, che ha affermato: “La Corte non è competente in materia e non potrà giudicare il caso”. Per l’avvocato Indidis si annuncia dunque una disfatta amara.

www.fanpage.it


   

 

 

3 Commenti per “Avvocato keniano denuncia l’italia all’Aja: “responsabile per la crocifissione di Cristo””

  1. Fortuna D'Antonio

    Mi viene da ridere, questi non sanno piü che fare contrro l’Italia. Se questo è avvocato come sono gli altri??

  2. Un povero mentecatto !

  3. Informo questo avvocato che il signor Gesù “è resuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine”. Dunque non è morto ma vive!

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