Magistratura democratica si oppone alla riforma della giustizia, parlamento esautorato

magistr3 ago – – “La poco velata replica in cui si è prontamente profusa Magistratura Democratica a seguito dell’auspicio del Presidente Napolitano a che il Parlamento si soffermi sulla riforma della giustizia, rappresenta una grave forma di oltraggio nei confronti del Capo dello Stato (nonché Presidente del Csm) che ieri si è espresso in senso contrario, del Parlamento e delle istituzioni tutte“.

Così il senatore Lucio Barani commenta il comunicato con cui Magistratura Democratica definisce un segnale negativo parlare di riforma della giustizia. “Le parole di Magistratura Democratica – continua il parlamentare – rappresentano una posizione ai limiti dell’eversivo che potrebbe designare un quadro di destabilizzazione dell’assetto e dei poteri dello Stato. Un’ipotesi avverso la quale qualche magistrato dovrebbe pensare di intervenire con azioni giudiziarie volte a verificare se sussista qualche ipotesi di reato, compreso quello di vilipendio al Capo dello Stato o attentato alla Costituzione”. “Qualora così fosse – conclude Barani – sarebbe indispensabile intervenire prontamente per impedire la perpetrazione di eventuali reati. I magistrati si occupino delle questioni giudiziarie e lascino al Parlamento l’iniziativa e l’azione legislativa, in ossequio al dettato costituzionale”.

”Spero che i Presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini e Pietro Grasso, avvertiranno il dovere di replicare al comunicato di Magistratura Democratica, con cui si proibisce al Parlamento di discutere di una eventuale riforma della giustizia, di cui ha parlato ieri il Presidente della Repubblica”. Lo afferma Sandro Bondi, coordinatoe nazionale Pdl.

– I “giudici sanno fare il loro mestiere”, ma rappresenta “un segnale negativo” parlare di riforme della giustizia. Ad affermarlo sono Anna Canepa e Luigi Marini, rispettivamente segretario generale e presidente di Magistratura democratica. All’indomani della sentenza sui diritti Mediaset, per loro “sbaglia, oppure e’ in malafede, chi si ostina ad affermare che i giudici della Cassazione ‘non avrebbero avuto il coraggio’ di annullare, al pari di chi da tempo furbescamente affermava che solo una sentenza di annullamento avrebbe dimostrato la buona fede di quei giudici”.
“La verita’ – sottolineano i due magistrati – e’ che i giudici il coraggio di assolvere e di annullare ce l’hanno e l’avrebbero avuto se ce ne fosse stata ragione, cosi’ come hanno il coraggio di confermare e condannare. Perche’ sono giudici che sanno fare il loro mestiere, nonostante tutti i tentativi di condizionarli con argomenti che appartengono al lessico della politica di oggi ma, per fortuna, non fanno breccia nella cultura di chi professionalmente sa tenere distinto il singolo processo da cio’ che gli viene costruito attorno. Non sbaglia, invece, chi guarda con preoccupazione al futuro della giustizia in Italia. I ripetuti richiami che ieri sera sono stati rilanciati alla necessita’ di ‘riforme della giustizia’ suonavano come risposte alla prova di indipendenza che la magistratura ha saputo dare, a dimostrazione che una parte consistente (quanto consistente vedremo) del sistema politico considera quella indipendenza un pericolo e intende andare adesso alla resa dei conti”. “Il fatto – concludono Canepa e Marini – che si pensi di farlo pochi istanti dopo una sentenza di Cassazione che a parole molti dicono di rispettare e’ un segnale negativo, che offre legittimazione a coloro che accusano di parzialita’ una parte ‘minore’ della magistratura ma sono, in realta’, interessati a interventi che mirano ad addomesticare un potere dello Stato che nonostante tutto non sono riusciti a controllare e condizionare”.

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