POTERE ILLEGALE: l’attuale magistratura, unione di giudici e pubblici ministeri, è illegittima

Toghe-rosse

2 ago – Come Cas­san­dra, sono stato pro­feta ina­scol­tato. Da tempo pre­dissi la sorte di Sil­vio Ber­lu­sconi: non per­ché avessi la palla di vetro, ma per­ché ho appro­fon­dita cono­scenza dei temi della giu­sti­zia, a comin­ciare da quello di assetto, deri­va­temi da plu­ri­de­cen­nali espe­rienze pro­fes­sio­nali, e da osser­va­zioni e rifles­sioni sulla situa­zione poli­tica ita­liana, che ho sem­pre qua­li­fi­cata “demo­cra­zia bloc­cata” o, ad essere più bene­volo, “demo­cra­zia di facciata.

Dal 1988 (data di ema­na­zione del nuovo pro­cesso penale) e, dun­que, da un quarto di secolo, ho soste­nuto, ma ina­scol­tato, che l’attuale magi­stra­tura – in quanto unione di giu­dici e pub­blici mini­steri (secondo l’ordine giu­di­zia­rio fasci­sta del 1941) – è ille­git­tima, sia sul piano costi­tu­zio­nale che su quello dei prin­cipi fon­da­men­tali del sistema demo­cra­tico; per­ciò, potere ten­den­zial­mente arbi­tra­rio (Mon­te­squieu inse­gnava – ed era magi­strato – che chiun­que eser­citi un potere è por­tato ad abu­sarne, onde la neces­sità che “il potere arre­sti il potere”). Chi “arre­sta” la magi­stra­tura ita­liana, di carat­tere buro­cra­tico, poli­ti­ca­mente irre­spon­sa­bile e indi­pen­dente da tutti?

Sono stato igno­rato, per­ché sco­modo, in quanto rom­pevo le uova nel paniere a comu­ni­sti e magi­strati, tra i quali, fin dal 1946, si era sta­bi­lita una tacita intesa di mutuo aiuto a favore delle loro reci­pro­che mire di potere, di par­tito e di cor­po­ra­zione. Quando uno è sco­modo per tale potere o è eli­mi­nato con l’azione penale oppure è sep­pe­lito sotto una col­tre di silenzio.

Da que­sta intesa è deri­vato il super potere della magi­stra­tura e l’impegno di que­sta a favore della sini­stra e con­tro la destra: uno degli ultimi esempi di eser­ci­zio arbi­tra­rio del potere, la dam­na­tio di Ber­lu­sconi, è giunta per­sino a vio­lare un prin­ci­pio fon­da­men­tale nelle società demo­cra­ti­che, la tutela della pro­prietà pri­vata, garan­tita anche in sede sopran­na­zio­nale. La dam­na­tio ha fatto seguito a quella di Bet­tino Craxi, morto in esi­lio per mano dei pub­blici ministeri.

Devo però dire, mio mal­grado, che que­sta situa­zione risale anche a respon­sa­bi­lità di Ber­lu­sconi che, essendo un ottimo impren­di­tore ma non un giu­ri­sta, e pur avendo un con­si­stente seguito elet­to­rale, ha com­messo l’imperdonabile errore di non dotarsi di un team di col­la­bo­ra­tori com­pe­tenti: basti dire che nominò Mini­stro della giu­sti­zia l’ing. Roberto Caselli, gran brava per­sona, ma asso­lu­ta­mente digiuno della mate­ria del suo dica­stero, per­ciò suc­cube dei magi­strati mini­ste­riali che aval­la­vano la misti­fi­ca­zione comu­ni­sta secondo cui divi­dere il pub­blico mini­stero dal giu­dice era con­tro la demo­cra­zia e che, comun­que, richie­deva la revi­sione costi­tu­zio­nale. Anche con il Mini­stro Alfano emerse l’incompetenza del cen­tro­de­stra in ordine di assetto giudiziario.

Io mi batto per una giu­sti­zia di stampo libe­rale e occi­den­tale; che è poi fon­da­men­tale non solo sul piano del pro­cesso bensì anche su quello della con­fi­gu­ra­zione demo­cra­tica dello Stato, con­no­tata dai prin­cipi fon­da­men­tali della sepa­ra­zione equi­li­brata e reci­pro­ca­mente con­trol­lata dei poteri, non­ché, e di più, della respon­sa­bi­lità per l’esercizio degli stessi.

Ma il cam­bia­mento dell’assetto giu­di­zia­rio postula una cor­retta infor­ma­zione al popolo ad opera di un potere cul­tu­rale indi­pen­dente, non asser­vito ad inte­ressi di par­titi o di cor­po­ra­zioni. La cre­scita cul­tu­rale del popolo è pre­con­di­zione per una seria riforma del potere giu­di­zia­rio al passo delle demo­cra­zie evo­lute, effi­cienti e garantiste.

Non è più sop­por­ta­bile che un lea­der poli­tico avente il seguito di milioni di ita­liani sia vit­tima di un potere ille­gale (l’attuale magi­stra­tura). In una demo­cra­zia vera­ce­mente libe­rale vale l’insegnamento per il quale si deve obbe­dire a tutto ciò che è legale, ma si deve resi­stere a tutto ciò che è arbi­tra­rio: non è vero che que­sta magi­stra­tura e le sue sen­tenze deb­bono essere sem­pre rispet­tate come vanno dicendo gli ipo­criti comu­ni­sti e loro sodali; è vero invece che esse deb­bono essere addi­tate all’opinione pub­blica come esem­pio di potere arbitrario.

Non si può avere cieca fidu­cia nem­meno nella Corte di Cas­sa­zione, anch’essa intinta nella sini­stra: ho sem­pre rite­nuto – fon­da­ta­mente – che Ber­lu­sconi rischia di finire i suoi giorni in galera o in esi­lio e non tanto per la recente sen­tenza irre­vo­ca­bile, le cui con­se­guenze san­zio­na­to­rie pos­sono essere miti­gate con misure alter­na­tive alla deten­zione, ma per i restanti pro­cessi ancora pen­denti che pre­su­mi­bil­mente saranno ad esito infau­sto. E sarebbe una iat­tura per l’Italia.

Mar­si­lio, 2 ago­sto 2013
Zona di fron­tiera (Face­book) — zonadifrontiera.org



   

 

 

2 Commenti per “POTERE ILLEGALE: l’attuale magistratura, unione di giudici e pubblici ministeri, è illegittima”

  1. Signori se per questo “tutto ciò che partecipa allo Stato é illegale” forse non sapete che i stati dal 1940 sono riuniti nel SEC di New York, che raduna le Corporation Mondiali, infatti onde monetizzare i propri abitanti, le nazioni del mondo hanno cambiato illegalmente il loro status, facendo si che i cittadini diventassero conseguentemente dei Trust legalmente validi.

    La festa però é finita, vista l’illegalità che questo comporta cittadini avvocati lo hanno scoperto e ora si preparano a dare battaglia legale usando le armi che UCC “la Legge delle Banche” mette loro a disposizione.

    Maggiori informazioni per chi volesse approfondire le trova nel sito opptitalia.org o i-vt.com che é quello internazionale.

  2. monica cappellini

    condivido; e con appoggio dei legali

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