Strage in Egitto, oltre 200 morti. Morsi trasferito nel carcere di Mubarak

morsi27 lug. – Mohamed Morsi, l’ex presidente dell’Egitto destituito con il colpo di stato militare del 3 luglio scorso, “con ogni probabilita’” sara’ trasferito dall’attuale luogo di reclusione nel penitenziario speciale di Torah Mahkoum, all’estrema periferia meridionale del Cairo, dove gia’ sono rinchiusi Hosni Mubarak e i suoi figli Ala e Gamal: lo ha affermato il ministro dell’Interno, Mohamed Ibrahim, pur precisando che la decisione al riguardo spettera’ comunque ad Hassan Samir, il giudice della Corte del Cairo investito delle indagini preliminari. Il problema rappresentato da manifestazioni e sit-in a sostegno dell’esponente islamista, ha aggiunto Ibrahim, “ad Allah piacendo sara’ presto risolto”.
Il ministro ha comunque evitato ancora una volta di specificare dove si trovi al momento Morsi, del quale si sono perse le tracce fin dal suo arresto nelle prime ore del golpe: si e’ detto che all’inizio fosse agli arresti domiciliari nel proprio ufficio presso il ministero della Difesa, e che poi sia stato spostato nella caserma del corpo di elite della Guardia Repubblicana, sempre nella capitale. Da ieri l’ex presidente e’ stato posto in custodia cautelare per un minimo di quindici giorni, in vista di un formale interrogatorio sulle accuse ufficializzate a suo carico: cospirazione con i radicali palestinesi di Hamas, omicidio, sequestro di persona, aggressione, distruzione di prove, danneggiamento aggravato, il tutto “deliberatamente e con premeditazione”.

Nella prigione di Torah sono detenuti anche i principali collaboratori di Morsi e alcuni tra i massimi dirigenti dei Fratelli Musulmani, cui egli stesso fa capo: e’ il caso in particolare di Saad el-Katatni, leader del Partito per la Liberta’ e la Giustizia, braccio politico del movimento; e del numero due di quest’ultimo, Mohamed Rashad al-Bayoumi. L’Egitto sta sprofondando. Questa mattina all’alba le forze di sicurezza egiziane hanno compiuto un’assalto contro il sit-in a oltranza organizzato dai Fratelli Nusulmani nella parte nord-orientale del Cairo per esprimere sostegno all’ex presidente Mohamed Morsi, deposto con il colpo di stato militare del 3 luglio.

Secondo la stessa formazione islamista, i morti accertati sarebbero infatti diventati piu’ di duecento, mentre i feriti ammonterebbero sempre a circa quattromila. “E’ un massacro nel vero senso della parola”, ha commentato Ahmed Nashar, portavoce della Coalizione Nazionale per la Difesa della Legittimita’, cartello che raggruppa diversi movimenti di matrice ultra-religiosa. “Noi pero'”, ha proseguito Nashar, “continueremo con le nostre proteste pacifiche”. L’ultimo avvertimento ai Fratelli Musulmani e’ arrivato dal ministro dell’Interno nel corso di una conferenza stampa mentre il partito islamista conta le vittime delle cariche dell’esercito a un sit-in nella capitale egiziana. “le forze di sicurezza”, ha aggiunto, “agiranno il piu’ presto possibile e in maniera da avere il minimo di perdite possibile”, con l’obiettivo di “evitare un bagno di sangue”. Il riferimento e’ alla rabbia dei residenti delle aree, irritati dalla presenza dei Fratelli Musulmani. (AGI) .



   

 

 

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