Avanti col rigore: l’esercito italiano si prepara a gestire eventuali sommosse

ue26 lug – L’Italia sta per subire uno choc socio-economico così forte da provocare disordini e rivolte: la profezia che Gianroberto Casaleggio ha affidato a Gianluigi Nuzzi è così realistica che se ne starebbe occupando persino l’esercito, nell’eventualità di dover rinforzare l’ordine pubblico in previsione di sommosse, provocate dal regime europeo dell’austerity.

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Lo sostengono Eugenio Orso e Anatolio Anatoli, che nel loro blog analizzano la recentissima “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013” emanata dal ministero della difesa, retto dall’ex Pdl Mario Mauro, ora montiano. L’aspetto sconcertante, osservano i due analisti, riguarda l’impegno diretto delle forze armate verso obiettivi non propriamente militari: e cioè il rispetto assoluto dei trattati europei dell’austerity a cominciare dalla intangibilità dell’Eurozona, condizioni che vengono elevate al rango di elementi-chiave per la sicurezza nazionale.

La premessa è fosca, in una cornice di guerra imminente: «Non può essere ignorata la possibilità, per quanto remota, di un coinvolgimento del paese e Eurogendfor, gendarmeria europea antisommossa del sistema di alleanze del quale siamo parte in un confronto militare su vasta scala e di tipo “ibrido”, ovvero che implichi sia operazioni convenzionali, sia operazioni nello spettro informativo, sia operazioni nel dominio cibernetico», afferma il ministero. «Elemento irrinunciabile della politica nazionale è anche il pieno rispetto degli impegni assunti in sede europea». Impegni che il ministero della difesa considera «finalizzati a garantire la stabilità di lungo periodo della moneta comune e, con essa, dell’intero sistema economico comunitario». Proprio la stabilità dell’Eurozona «deve essere considerata come essenziale per il perseguimento del fine ultimo, costituito dalla sicurezza del sistema internazionale e delle relazioni politiche ed economiche che in questo si sviluppano».

L’Italia, pertanto, «deve operare con determinazione per azzerare il deficit di bilancio e ricondurre nei tempi previsti il debito pubblico entro i limiti stabiliti a livello europeo». Strano che ad occuparsi di questo tema non sia il ministero dell’economia, ma quello della difesa. «Il mantenimento di una consapevole disciplina di bilancio lungo un arco di tempo pluriennale – conclude la nota – rappresenterà, quindi, un vincolo ineludibile nella definizione delle scelte in materia di difesa che, negli anni, saranno adottate». Mettendo insieme questi punti e sapendo leggere fra le righe, scrivono Orso e Anatoli, il quadro che ne esce è a dir poco preoccupante: «Obbiettivo primario è il pareggio di bilancio, il mantenimento e la difesa dell’euro a qualsiasi costo (anche a costo del sangue della popolazione) e il conseguente mantenimento dell’Italia, checché ne dica il popolo, nel lager Un reparto dell’esercito in tenuta antisommossadell’Eurozona, fondamentale spazio globalista in cui rinchiudere i popoli europei adattandoli, con le buone o con le cattive, al nuovo ordine neocapitalistico».

Il vincolo ineludibile della disciplina di bilancio nel lungo periodo informa anche le scelte in materia di difesa e di impiego delle forze armate, perché, sempre leggendo fra le righe, «la minaccia risulta chiara: se il popolo ridotto allo stremo si ribellerà – a partire dall’autunno inverno di quest’anno, poniamo – non si esiterà a impiegare la forza, armata, per ridurlo a più miti consigli, in un possibile conflitto “ibrido” in cui molte saranno le armi impiegate, accanto a quelle convenzionali».

Ed ecco che quella “possibilità remota” di coinvolgimento militare in un conflitto «diverrebbe drammaticamente concreta», al punto che «la forza militare nazionale sarebbe impiegata, da uno spregevole governo collaborazionista degli occupatori del paese, contro lo stesso popolo italiano, a vantaggio, come si scrive nel testo riportato, della stabilità di lungo periodo della moneta Alpini già schierati a Chiomonte contro i No-Tavcomune, controllata da entità private euroglobaliste, nonché del mantenimento di una consapevole disciplina di bilancio (ormai recepita in Costituzione) lungo un arco di tempo pluriennale».

Per Orso e Anatoli, il messaggio è inequivocabile: «In presenza di disordini sociali estesi, ai quali la repressione poliziesca e dei carabinieri non riuscirà a far fronte, scenderanno in campo le forze armate». Scenario possibile? «Se ti tolgono il lavoro, la sicurezza, la possibilità di un minimo di pianificazione dell’esistenza e persino il cibo», è facile che si possa ricorrere all’uso di armi magari improprie, per «spaccare tutto, cercando di fermare i tuoi nemici», scrivono i due blogger, che accusano i politici italiani di essere «collaborazionisti dell’euro-nazismo, dell’atlantismo, dell’Occidente, del libero mercato globale e della liberaldemocrazia». Autunno caldo: «Il rischio di estesi sociali disordini, in Italia, è quindi un rischio reale», anche se Letta e Napolitano «continuano a negare l’evidenza».   libreidee



   

 

 

4 Commenti per “Avanti col rigore: l’esercito italiano si prepara a gestire eventuali sommosse”

  1. Mario Marletta

    La guerra non convenzionale è già in corso: è sufficiente che solleviate gli occhi al cielo, se non siete completamente accecati dalla mala fede. Che tra gli “araldI” di questo ennesimo bando terroristico ci sia un gaglioffo come Casaleggio, la dice lunga sull’onestà di questo blog. Benché sappiamo che un asino non potrà mai ragionare, vi invitiamo a non accostare la bandiera dell'”Europa dei banchieri giudei e/o giudeizzati” a quella del Terzo Reich, cioè al Vessillo dell’ “Europa dei popoli”. Quanto alle sì dette “forze armate”, esse sono solo truppe d’occupazione e, come tali, il giorno in cui queste greggi telelobotomizzate dovessero svegliarsi dalla grande ipnosi, da considerare NEMICO DA ABBATTERE.

  2. boyfriend dy justinbieber

    tutti sognano, e tutti saranno sconfitti dall’armata partigiana

  3. Dovunque vado a curiosare…
    Monti e Letta sono fascisti al soldo di quei nazifascisti del Bilderberg e della nazifascista BCE. Berlusconi è fascista, Beppe Grillo pure, Napolitano è tornato fascista dopo esserlo stato già da giovane (tra un po’ ritorna anche Dario Fo). La Lega è fascista. Confindustria pure. Putin è fascista, la Merkel anche peggio, gli ungheresi sono tutti fascisti. Israele è nazifascista. La Siria pure. L’Iran ancor di più. Bush e Saddam erano fascisti. Anche Clinton e Milosevic. Franco era fascista ed erano fascisti gli unici che provarono a fargli un colpo di stato. I peronisti erano fascisti ed era fascista Videla che il colpo di stato glie lo fece. Se un carabiniere ti fa la multa è un fascista. Se un cane ti abbaia, è il cane di un fascista. Se uno al semaforo non rispetta il “rosso” è sicuramente fascista; se poi dall’altra auto salta fuori Vendola, allora fascista è il semaforo che l’ha fatto apposta. Il mondo è pieno di fascisti. E’ dominato dai fascisti.
    Ah, se ritrovo il mio professore di storia del liceo! M’insegnò un’immane cazzata. Mi fece credere che i fascisti avevano perso la guerra…

    Sono d’accordo con il sig. Marletta: reiterare il fazioso manicheismo nel giudizio storico in vincitori e vinti – e null’altro! – non ci aiuterà certo a recuperare una consapevolezza sociale che ci permetta di affrontare, almeno con dignità, la crisi epocale che sta per travolgerci. E sarebbe bene ricordare a Orso e Anatoli, nel loro tutt’altro che originale giudizio sulla “casta” dei politici, che in fin dei conti stanno scimmiottando un celebre americano allora fascista…

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