Usa: Crisi e rivolta razziale, Detroit finisce in bancarotta

detroit18 lug. – Come ormai era atteso da tempo la citta’ di Detroit ha dichiarato bancarotta, il piu’ grande fallimento di una municipalita’ di tutta la storia americana. L’ufficializzazione del provvedimento e’ giunta stasera con il via libera alle procedure previste dalla legge fallimentare Usa dato dal governatore del Michigan Rick Snyder al commissario della citta’, Kevyn Orr.
La citta’, una volta florido motore dell’industria automobilistica Usa, ha un debito di 18,5 miliardi di dollari e ha visto i suoi cittadini crollare dagli 1,8 milioni degli anni ’50 a soli 700.000.

Crisi – Ecco com’è ora Detroit, ex capitale dell’automobile: una discarica per cadaveri

Non ci sono soldi per demolire questo marciume, la riqualificazione urbana è fuori moda. Detroit non è l’unica  ad essere ridotta così. Ci sono posti simili in alcune zone a nord di Chicago, St. Louis, East St. Louis, il Bronx, e Watts.

Nella città “green”, che secondo alcuni, dopo la chiusura delle fabbriche, doveva risorgere grazie ai farmer market e agli orti bio, parti abbandonate e trascurate stanno rapidamente diventando discariche per i morti. Ne hanno trovati almeno una dozzina negli ultimi mesi e le autorità riconoscono che c’è poco da fare. I corpi sono stati volutamente nascosti o eliminati nei vicoli, case, campi liberi, garage abbandonati e persino in un canale. Sette delle vittime si ritiene siano state uccise fuori da Detroit e poi gettate all’interno della città.

Attraversi le grandi strade semideserte con il nome di auto (Cadillac, Dodge, Pontiac) e vedi aree enormi abbandonate, fabbriche cadenti, palazzoni bruciati, grandi hotel diroccati, villette sprangate, interi isolati pieni di linde casette con il cartello «on sale», in vendita, circondati da catapecchie brulicanti di un’umanità dolente e di personaggi poco raccomandabili. Intere porzioni del centro abbandonate.. Di notte a piedi non va nessuno: minimo si rischia una coltellata.

Secondo quanto riferiva msnbc.msn.com questo è il risultato del degrado urbano e suburbano dovuto alla crisi e alla rivolta razziale . Nel corso del tempo, decine di migliaia di case si sono deteriorate, alcune sono crollate, altre sono state demolite.

Detroit ha più di 30.000 case vuote e la crisi ha strozzato la città, che non ha piu’ risorse proprie . Il sindaco Dave Bing sta promuovendo un piano per abbattere il maggior numero possibile di vecchi edifici usando i soldi federali.

Ma è difficile tenere il passo. Centinaia di migliaia di persone hanno abbandonato  Detroit tra il 2000 e il 2010, lasciando poco più di 700.000 abitanti in una città costruita per 2 milioni.



   

 

 

2 Commenti per “Usa: Crisi e rivolta razziale, Detroit finisce in bancarotta”

  1. sembra di vedere una città del centro africa…..e che non si dica che è colpa della Ford….
    tratto da Wikipedia:
    Nonostante gli interventi operati a Detroit negli anni settanta, il fenomeno di degrado urbano continua a persistere tuttora. Un forte segno di decadenza urbana negli Stati Uniti è dato infatti da questa città, in cui la popolazione è statisticamente dimezzata dal 1960 ad oggi, e la cui composizione razziale è oggi diametralmente opposta: nel 1960 il 70% era bianco, oggi l’80% è nero

  2. I ben pensanti di sx dovrebbero cominciare a pensare( se avessero neuroni che non hanno) che in un futuro nemmeno troppo lontano arriveremo così anche noi

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